Sab. 27 Nov. 2021
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La condivisione della festa del Sacrificio dei musulmani

[textmarker color=”E63631″]COLOGNO MONZESE[/textmarker] – Ad accogliere i fedeli nel palazzetto dello sport di via Volta ieri mattina c’erano i tappeti per terra e una tavola imbandita. Bicchieri di latte, datteri e dolci. La comunità musulmana di Cologno, come già avvenuto per la festa di fine Ramadan, si è riunita per celebrare quella del sacrificio, l’altra ricorrenza più importante per i discepoli di Maometto.

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La festa si chiama īd al-adhā e commemora la fedeltà di Abramo che, secondo il racconto del Corano (sura XXXVII, 100) come anche in quello della Bibbia, era pronto a sacrificare il figlio a Dio, prima di venire fermato dall’angelo che gli ordina di sacrificare in sostituzione un montone.

“E’ un’adorazione importante per tutti i popoli monoteisti perché Dio entra nella nostra storia di uomini – ha detto nel suo saluto alla comunità islamica don Mario Ronchi, della parrocchia di San Maurizio al Lambro – Noi oggi siamo qui a dire grazie a Dio che ci ha fatti questo popolo. Ma siamo soprattutto qui a pregare per la pace nel mondo, per i rifugiati e per tutti i popoli”.

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Mentre l’assessore Giovanni Cocciro, nel suo augurio prima della preghiera, ha voluto mettere in guardia dall’integralismo di cui in questi giorni si sente tanto parlare con lo Stato Islamico: “Come ha fatto con Abramo – ha detto Cocciro – Dio ci mette alla prova. E lo fa anche oggi, con questa guerra in corso, che può arrivare anche nelle nostre città. E’ una situazione in cui le nostre comunità e le nostre culture possono avere dei problemi, allora bisogna essere molto chiari: Dio non poteva volere che Abramo uccidesse suo figlio. Così noi non possiamo vedere operatori di pace e giornalisti che vengono scannati, non si può capire. Per questo, per tutti noi diventa importante prendere le distanze dalle atrocità che stiamo vedendo”.

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L’assessore Giovanni Cocciro, Hocine Bouchemal e don Mario Ronchi

La comunità colognese, guidata nell’organizzazione da Hocine Bouchemal, presidente della comunità islamica di Sesto ma cittadino colognese, sta prendendo sempre più forma, anche grazie a questi eventi di preghiera comunitari (per l’affitto del palazzetto sono stati pagati 129 euro).

Il centro islamico sta diventando un riferimento importante, tanto per i musulmani, quanto per le istituzioni. In particolare dopole notizie riportate dalla stampa nelle ultime settimane, quando si è saputo che proprio da Cologno diversi siriani sono partiti per unirsi ai combattimenti in Siria.

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La festa del sacrificio si è svolta ieri anche a Sesto, come di consueto al Palasesto. Qui si sono radunate circa 5 mila persone, divise in due turni di preghiera. Fuori dal palazzo del ghiaccio, c’erano come sempre i gonfiabili per far divertire i bambini. Anche qui la giornata di spensieratezza e di festa, si inserisce in una situazione molto calda, dovuta al trasferimento di sede che a breve la comunità islamica sestese dovrà intraprendere.

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