Sab. 13 Ago. 2022
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“Sì alla moschea in via Trento, ma solo con garanzie scritte”

[textmarker color=”E63631″]SESTO SAN GIOVANNI[/textmarker] – All’indomani dell‘incontro con il sindaco davanti al Prefetto in merito alla “moschea temporanea di via Trento“, l’azienda Sinteco interviene con una precisazione che si aggiunge a quanto emerso dalla stampa.

La questione è quella del trasferimento del centro culturale islamico sestese dall’attuale sede di via Tasso ad un capannone di 540 mq sito in via Trento 106, vicino all’azienda leader a livello internazionale, in attesa  che sia pronta la struttura definitiva di via Luini.

Pur ribadendo la positività dell’incontro, Sinteco sottolinea che il sindaco si è assunto un impegno con loro: cioè la preparazione di un progetto tecnico dettagliato nel quale si specifichino i modi e i tempi dell’insediamento e le garanzie per l’azienda.

Solo quando questo impegno sarà concretizzato, dall’Azienda potranno dirsi soddisfatti, e di conseguenza rivalutare la possibilità di non trasferirsi via da Sesto.

PER UN QUADRO DELLA QUESTIONE, LEGGI: “La protesta dell’azienda…”

“Sinteco – si legge nel comunicato – precisa di aver richiesto al Sindaco un progetto dettagliato del temporaneo insediamento del Centro Culturale Islamico con l’indicazione del numero di persone previste, dei conseguenti parcheggi, della garanzia di aderenza alle norme vigenti in materia di sicurezza e della quantificazione della temporaneità più volte dichiarata”.

“Si aggiunge che sono stati richiesti, inoltre, precisi impegni a non turbare ulteriormente la già insostenibile situazione di disagio esistente, invitando l’Amministrazione a porre rimedio concretamente anche all’inaccettabile situazione della ‘palazzina rosa’”.

Questo edificio color rosa, che sorge accanto all’azienda, presenta da anni una situazione problematica: a quanto riferito dalla Sinteco, nell’area ci sarebbe la continua presenza di veicoli rotti o in riparazione (una sorta di autofficina non autorizzata), che spesso ostruiscono il passaggio dei mezzi all’azienda; un viavai riconducibile ad attività poco chiare; degrado, sporcizia e presenza di topi; allacciamenti abusivi dagli appartamenti alle centraline elettriche. A questo proposito, l’azienda ha da due settimane spostato la sua centralina per evitare che qualcuno, come più volte successo in passato, si collegasse alla sua rete. I lavori sono costati 120mila euro. A questo quadro si aggiungerebbe una convivenza difficile con parte dei residenti, fatta anche di insulti e minacce.

“Solo dopo – conclude il comunicato – la presentazione da parte del Comune di un progetto tecnico dettagliato e concreto, Sinteco si riserva di riesaminare la questione e di rivalutare le proprie riflessioni sul futuro sviluppo dell’attività in Sesto san Giovanni.”

(nella foto, l’area del capannone di via Trento 106, dove sono in corso dei lavori per adeguare gli spazi alla nuova funzione)

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