Mar. 27 Set. 2022
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Il caso della moschea provvisoria arriva dal Prefetto

[textmarker color=”E63631″]SESTO SAN GIOVANNI[/textmarker] – Dopo l’esposto e una lettera infuocata, il caso della moschea-ponte approda in prefettura. Il 30 settembre, come riportato dal quotidiano il Giorno, il trasferimento provvisorio del centro culturale islamico da via Tasso a via Trento sarà discusso davanti al prefetto Francesco Paolo Tronca, che incontrerà il sindaco Monica Chittò e l’azienda Sinteco, che proprio in via Trento ha il suo stabilimento.

Pochi giorni fa, l’azienda ha inviato una lettera scritta “a cuore aperto” per chiedere che non si acconsenta al trasferimento degli islamici in quell’area. Le motivazioni sarebbero soprattutto logistiche e la Sinteco fa capire che in caso contrario potrebbe essere costretta a lasciare Sesto.

2014-09-05 13.51.47Non c’è molto tempo però. A fine ottobre scadrà la proroga di affitto chiesta dal centro islamico al locatario di via Tasso, dove sono attualmente. Poi dovranno lasciare i locali, dopo 14 anni. Ma la nuova moschea prevista in fondo a via Luini è ancora in alto mare: i lavori non sono ancora partiti e ci vorranno quasi 3 anni prima di vederla realizzata. Inoltre, i musulmani sestesi sono proprietari di un capannone in via Vittorio Veneto, ma avevano rinunciato a usarlo per la preghiera proprio per ragioni logistiche connesse all’ubicazione in centro città dello stabile.

“Come soluzione ponte, via Trento può andare bene” ha dichiarato il sindaco al Giorno, facendo capire che i problemi logistici, se non sono in realtà di intolleranza culturale, razziale o religiosa, si risolvono.

(foto: i lavori contestati in via Trento per sistemare per la preghiera il nuovo capannone-ponte)

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