Sab. 22 Gen. 2022
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I jihadisti di Cologno e le preoccupazioni del sindaco

[textmarker color=”E63631″]COLOGNO MONZESE[/textmarker] – “Siamo preoccupati, Cologno è preoccupata”. Il sindaco Mario Soldano non fa mistero dei timori che stanno attraversando la sua mente e quella di tutta la giunta colognese, dopo le notizie, a più riprese, in merito alla cellula jihadista colognese.

Da qualche giorno è tornato in città Ammar Bacha, 37 enne e normale lavoratore in quel di Cologno, combattente jihadista con kalasnikov in mano in Siria.

A Bacha la Digos ha sequestrato i documenti, impedendogli di fatto di ripartire. Ma su di lui non pendono accuse e non gli è preclusa la libertà sul suolo italiano, tant’è che l’uomo passa le sue giornate tranquillamente giocando a carte in un bar del centro.

“Com’è che un uomo a cui il Governo Italiano aveva bloccato il permesso di soggiorno mentre era in Svezia, possa muoversi tranquillamente a Cologno e rilasciare anche dichiarazioni alla stampa?” Si interroga l’assessore Giovanni Cocciro, che tra le varie deleghe ha anche quella alla Pace, dalle colonne de Il Giorno.

Interrogativi che restano senza risposta e che comportano una certa inquietudine.

“Ho avuto contatti, in via informale, con le forze dell’ordine – spiega il sindaco -, anche perché la situazione non è chiara e vogliamo sapere se ci sono rischi per la collettività. Ci hanno risposto che non siamo soli, che i servizi proposti seguono con attenzione la questione”.

Ma le preoccupazioni non si diradano. Anche perché la “cellula” segnalata da Digos e Procura avrebbe, o comunque avrebbe avuto in passato la sua base proprio a Cologno.

“Non abbiamo mai incontrato né Bacha né i suoi “amici” che si sarebbero macchiati di diversi crimini in Siria – prosegue Cocciro da Il Giorno -. Siamo invece in contatto costante con il Centro Islamico italiano di Cologno e con il suo presidente, Mujahed Badaoui, anch’egli siriano, che partecipa attivamente al tavolo della Pace e delle Religioni, ripudiando la guerra e l’uso delle armi.”

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