Gio. 26 Mag. 2022
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Da Cologno alla Siria, la doppia vita dei jihadisti

[textmarker color=”E63631″]COLOGNO MONZESE[/textmarker] – Il lavoro in cantiere o nelle cooperative o nelle piccole aziende, come manovali. E dall’altra parte azioni di guerra, armi alla mano ed esecuzioni. Una doppia vita, fatta di lavoro e sacrifici sul suolo italiano e di violenza inaudita su quello siriano.

Sono in tanti, al di là di ogni sospetto, hanno tra i 30 e i 45 anni e compongono una vera e propria “cellula terroristica”, di cittadini siriani jihadisti insediati a Cologno Monzese.

Negli scorsi giorni, dalle colonne digitali del nostro giornale avevamo parlato della vicenda di Haisam Sakhanh, detto Abu Omar, elettricista colognese arruolatosi nelle fila dei “ribelli” a favore dello jihadismo più estremo.

Sakhanh non sarebbe dunque l’unico.

Il fascicolo aperto dalla Procura di Milano e dalla Digos diventa infatti sempre più voluminoso, anche a seguito del presunto identikit di un altro uomo, ancora una volta di nazionalità siriana, ancora una volta basato a Cologno, che potrebbe essere uno degli esecutori degli assassinii dei militari fedeli ad Assad.

Il gruppo di ribelli individuato dagli inquirenti conterebbe di nove elementi, tutti indagati per terrorismo internazionale, 270 bis, ovvero l’articolo del codice penale sull’antiterrorismo, con reati a margine come reclutamento di nuovi combattenti, ricerca di finanziamenti illeciti e l’aggravante dell’uso delle armi.

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