Dom. 07 Ago. 2022
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Un albero di cachi per “il jihad della pace”

[textmarker color=”E63631″]COLOGNO MONZESE[/textmarker] – Un albero di cachi, simbolo del disarmo. Che assume oggi un senso ancora più attuale, attorniato da rappresentanti di culture e religioni diverse. E’ stato piantumato dall’amministrazione comunale sabato pomeriggio, nel Giardino dei Giusti, di fianco al monumento ai Caduti. E’ stato un modo simbolico per inaugurare la mostra multimediale Senzatomica, promossa dall’Istituto buddista italiano Soka Gakkai.

L’esposizione è allestita fino al 24 settembre in villa Casati. A ingresso libero, si può vedere mattina e pomeriggio (sabato e domenica orario continuato 9,30-20)

La piantumazione è stata voluta in ricordo delle due più grandi tragedie del nostro Tempo: lo sterminio nazista e le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki. Erano presenti anche i portavoce della comunità musulmana Mujahed Badaoui, presidente del centro islamico colognese, e Hocine Bouchemal, presidente di quella sestese.

Nella Consulta della Pace, si è deciso di  lanciare il termine “Jihad della pace”, contro estremismi e conflitti. Riprendendo infatti il significato profondo della parola  Jihad, che normalmente viene tradotta “guerra santa”, ma significa “esercitare il massimo sforzo”, Badaoui ha voluto declinarla per l’occasione in senso propositivo, come “esercitare la pace al massimo sforzo”.

La proposta si inserisce in un clima teso, dopo le notizie dei siriani che avrebbero fatto o starebbero ancora esercitando proselitismi per reclutare guerriglieri da mandare in Siria, proprio a Cologno. Pochi giorni prima si era accesa la polemica anche per le affermazioni di Usama El Santawy, portavoce di una delle comunità di Cinisello.

L’iniziativa è stata appoggiata senza riserve da tutte le associazioni della Consulta. E’ stata condivisa anche con il parroco don Innocente Binda, decano della città, che si appresta a lasciare la parrocchia di San Marco e Gregorio.

Oggi, lunedì 15 settembre, Hocine Bouchemal, colognese e presidente della centro islamico di Sesto, si recherà in rappresentanza di tutta la comunità musulmana a portare il saluto a don innocente al Consiglio pastorale, insieme agli altri sacerdoti delle parrocchie cittadine.

Bouchemal e Badaoui, sempre più in prima fila per promuovere un messaggio di pace e condivisione, saranno presenti anche domenica prossima, con un intervento al termine della messa di saluto a don Innocente.

Ma non è finita. Non solo attivismo e simboli. E’ stata lanciata anche una campagna di raccolta di beni di prima necessità, soprattutto coperte e latte in polvere, da inviare al campo profughi al confine tra Siria e Turichia, dove molte famiglie in fuga dal regime e dalla guerra si sono rifugiate.

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