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Nel segno della noce

Domenica 20 settembre il Teatro SOMS ha ospitato «CasalNOCEto – L’anima della noce», un percorso che ha unito tavola rotonda, Masterclass e cena-degustazione, mettendo in relazione agricoltura, cucina, vino, formazione, memoria e territorio. Il confronto del pomeriggio, «Dalla terra al piatto: la nobilitazione della noce alla Porta del Piemonte», ha riunito competenze ed esperienze diverse attorno a una materia prima identitaria. La noce è diventata così punto di partenza per parlare di futuro, filiere, cultura gastronomica, scuola, memoria alimentare e capacità di fare rete.

Silvia Figini
, sindaca di Casalnoceto, ha individuato nella parola «futuro» il tema chiave dell’incontro: il futuro di un borgo autentico che vuole essere Porta del Piemonte attraverso la capacità di fare rete, dialogare con la terra e con le persone che l’abitano e valorizzare le eccellenze locali. La tavola rotonda rappresenta così il primo seme di un percorso più ampio di crescita e valorizzazione del territorio.
Enrico Sartori, dirigente dell’Istituto Tecnico Agrario «Carlo Gallini» di Voghera, ha sottolineato il ruolo di una scuola capace di guardare alla tradizione e alla storia senza rinunciare all’innovazione. Biotecnologie applicate all’agricoltura, biodiversità, sostenibilità ed educazione ecologica sono strumenti per formare studenti consapevoli e appassionati e aiutarli a costruire il proprio futuro professionale. Un percorso che richiede impegno e fatica, quella «sofferenza positiva» capace di generare crescita.
Attilio Barbieri, giornalista e scrittore esperto di agroalimentare, ha riportato l’attenzione sull’olio di noci, per secoli una delle alternative all’olio di oliva nel Settentrione. Una tradizione diffusa fino agli inizi del Novecento, poi progressivamente scomparsa e oggi oggetto di riscoperta. Memoria familiare e storia alimentare diventano così strumenti per recuperare il valore di una produzione antica.

Nadia Toppino, giornalista enogastronomica e autrice di «Storie di Cibo», ha ricordato che dietro ogni ricetta e ogni ingrediente ci sono storie di uomini e donne, cuore e passione del mondo del cibo. Raccontarle significa mantenere viva una cultura fatta di sensi, memoria e ricordi: un piatto, una ricetta, un ingrediente possono richiamare una voce, un volto, una persona cara.
Matteo Pastorino, delegato di Alessandria dell’Accademia Italiana della Cucina, ha illustrato il ruolo dell’Accademia nella tutela e nella valorizzazione della cultura gastronomica italiana e ha approfondito la storia dell’Ajà, il Sugo di Noci di Casalnoceto. Una preparazione che cambia da regione a regione, da comune a comune e persino da famiglia a famiglia, espressione della varietà che caratterizza la cucina italiana.
Bruno Ferrari, Food & Wine Expert, docente AIS e ideatore de «Il mio 45º Parallelo del Vino», si è soffermato sui saperi, sui sapori e sulla storia dei luoghi attraversati dal 45º parallelo, mettendo in relazione vino e prodotti del territorio. La degustazione multisensoriale ha portato nel calice e negli assaggi i temi affrontati durante la tavola rotonda, costruendo un dialogo fra vino, cucina, tecnica, memoria e identità territoriale.

La Masterclass ha avuto come punto di partenza l’Ajà e la noce, messe in dialogo con i vini di Tenuta della Cascinassa, Cantine Colonna e Il mio 45º Parallelo del Vino. Gaia Servidio, sommelier ed esperta di abbinamenti cibo-vino, ha partecipato al percorso di degustazione. Ha moderato la giornalista Luciana Rota. La giornata si è conclusa dalle ore 20.30 con la cena-degustazione al Teatro SOMS, dedicata alla noce e ai sapori della Porta del Piemonte.

 

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