HomeBreaking NewsDalla giungla alle Olimpiadi, la storia del canoista derviese Kwadzo Klokpah

Dalla giungla alle Olimpiadi, la storia del canoista derviese Kwadzo Klokpah

Nato in un paese poverissimo del Ghana, viene abbandonato da piccolo. È aiutato prima da una zia, poi da un’infermiera americana e da un giovane volontario. Accolto da una famiglia italiana, scopre il suo talento per lo sport. La vicenda è raccontata dal bel romanzo di Francesca Stucchi

Kwadzo Klokpah alle Paraolimpiadi 2024 di Parigi

Basterebbe l’introduzione di Andrea Vitali per innamorarsi all’istante di questo libro. Lo scrittore lagheé, cantore di storie che si sviluppano nella sua Bellano e dintorni, suggerisce la lettura di questo testo che utilizza una prosa senza effetti speciali, cogliendo l’intento dell’autrice di “porre sotto l’occhio del lettore un quadro tanto scarno di un vivere, se poi è tale, in quello che non è né terzo o quarto, ma un altro mondo in termini di opportunità che spesso si risolvono in destino tutt’altro che felice”.
L’autrice de Nel vento dei desideri è Francesca Stucchi, il libro è pubblicato con Amazon; è mamma di due figli e, come Vitali, vive sul lago di Como, a Lierna: la immaginiamo cercare ispirazione per le sue storie nelle increspature delle acque. Ma noi l’abbiamo incontrata a Cinisello Balsamo durante lo svolgimento di Edufest, la manifestazione dedicata a bambini, ragazzi, famiglie e professionisti in ambito educativo, che si è svolta lo scorso fine settimana. Qualche minuto prima c’era stata la presentazione del suo libro.

Che cos’è Nel vento dei desideri? Un racconto, un romanzo?
È la storia di Kwadzo Klokpah, un giovane proveniente dal Ghana, accolto in Italia, dove ha iniziato a praticare lo sport della canoa. Il suo nome significa: “nato di lunedì”. È una vicenda vera che ho voluto romanzare perché fra le righe puoi leggere la sua storia d’amore, le amicizie e anche immaginare il suo futuro.

L’atleta ha partecipato agli Europei di Sgezed in Ungheria nel 2024

Hai già scritto altri libri o è la tua prima esperienza?
Finora ho scritto racconti, questo è il mio primo romanzo. Collaboro ad alcune riviste come Confidenze: i miei testi hanno origine da storie vere che hanno un impatto forte e un messaggio da condividere. Nel vento dei desideri nasce come un racconto, poi la storia si è dilatata ed è diventata un romanzo. La copertina è stata ideata dal mio figlio quindicenne e realizzata da un grafico sulla base delle sue intuizioni.

Perché hai scritto questo libro?
Ho conosciuto Kwadzo e la sua storia mi ha colpito; quel che racconto è reale anche se mi sono concessa qualche libertà, soprattutto nell’immaginare il suo futuro. Ho ricostruito fedelmente la sua carriera sportiva. Klokpah della sua origine conosce solo il suo nome. È nato in luogo senza acqua, con poco cibo, sostanzialmente sotto una brutta stella – si potrebbe dire – colpito da una sorta di maledizione. Una zia è riuscita a recuperarlo e a nasconderlo nella giungla. Raccontata così questa vicenda sembra inventata, pare un film, invece è vera.  Un giorno è stato visto da un missionario che l’ha portato in un ospedale per tentare un intervento alle gambe. Questo è l’inizio del libro.

Però non raccontarci tutta la storia, altrimenti ci perdiamo il gusto di scoprire la trama!
Diciamo solo che questo viaggio faticosissimo verso l’ospedale  – non riusciva a camminare – ha significato l’inizio di una nuova vita. Poi avviene l’incontro con mama Connie, un’infermiera americana, che lo porta alla missione dove lavora. Qui conosce Stefano, un giovane giornalista italiano che decide di portarlo in Italia, coinvolgendo anche la propria famiglia. Nel nostro Paese –  sorvolo altri passaggi della storia – conosce il campione olimpico Antonio Rossi che lo avvia alla canoa. Antonio, grande amico di Kwadzo, nella prefazione al romanzo, ha evidenziato che “Kwadzo non è solo un canoista d’élite, ma un simbolo di ciò che l’essere umano può raggiungere quando si rifiuta di arrendersi di fronte agli ostacoli”.

Come sono state le sue prime esperienze sportive?
Kwadzo ha praticato diversi sport, poi si è dedicato alla canoa. Allora non esisteva la paracanoa,  e quindi non è stato subito accolto a braccia aperte. Lo fanno comunque provare, immaginando che fosse scarso e avrebbe smesso, invece il ragazzo dimostra di avere talento e inizia a gareggiare. Atleta della Canottieri Lecco, viene convocato in Nazionale e partecipa a numerose competizioni internazionali, tra cui Le Olimpiadi di Tokyo 2020, gli Europei di Sgezed in Ungheria nel 2024 e, nello stesso anno, alle Paralimpiadi di Parigi. Il resto lo scoprirete leggendo il libro.

La presentazione del libro avvenuta nell’ambito di Edufest 2025

 

 

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