Che cosa succede in casa Pro Sesto? Prima le dimissioni della responsabile del settore femminile Elena Tagliabue, di mister Santoni e del segretario generale Giorgio Arioli. Dimissioni avvenute la scorsa settimana. Poi la protesta alquanto clamorosa della prima squadra femminile esibita con uno striscione al termine di una partita: «Noi non staremo zitte. Stessa opportunità, stessa dignità». Un messaggio diretto rivolto ai vertici della società sestese. Il match casalingo si era peraltro risolto con la vittoria, un 9-0 contro il Formello che conferma la squadra femminile al secondo posto nel girone A della Serie C, ancora pienamente in corsa per la promozione in Serie B.
La risposta della società non si è fatta attendere. Con una nota ha chiarito la propria posizione: Apprendiamo con stupore della contestazione della prima squadra Pro Sesto Women in merito alla presunta volontà della Società di chiudere il settore femminile” – scrive il club – “La Società intende smentire la notizia e confermare di essere all’opera per programmare le attività del settore femminile (prima squadra e settore giovanile) per la prossima stagione”.
“La società comunica inoltre che sono già in fase di organizzazione le attività per il mese di giugno, tra cui i summer camp, gli open day e i progetti all season”.
Nel comunicato la Pro Sesto ribadisce che il calcio femminile “rappresenta un elemento centrale per la Società, in linea con i valori – condivisi da tutti i soci – di inclusività e parità di genere che si impegna a promuovere e difendere”. Basteranno queste parole a rassicurare l’ambiente? Intanto le dimissioni di Elena Tagliabue, vera e propria pioniera del movimento italiano, rappresentano sicuramente una perdita importante per la società perché per anni è stata il punto di riferimento per il settore femminile della squadra.




