Dom. 21 Apr. 2024
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Milano, giù le mani dal Velodromo Vigorelli Maspes

Il Consiglio di Stato conferma il vincolo "pista di valore storico". I giudici riaffermano la precedente sentenza del Tar Lombardia

Era l’ellisse magica per le sfide all’ultimo palmer tra Maspes e Gaiardoni (Coppi e Bartali della pista), vi hanno combattuto Duilio Loi  e numerosi altri boxeur, Luchino Visconti lo ha utilizzato per le riprese di “Rocco e i suoi fratelli”.

Il Velodromo Vigorelli, che ha avuto alterne fortune rischiando pure di chiudere, non si tocca. I giudici del Consiglio di Stato hanno infatti confermato la bontà della procedura che nel 2013 ha portato la Direzione regionale dei beni culturali e paesaggistici della Lombardia a dichiarare la struttura di “interesse storico-artistico”, nonché di “interesse storico,
storico-relazionale e storico-identitario particolarmente importante”.

Ieri il collegio presieduto da Giancarlo Montedoro ha respinto il ricorso del Comune e ribadito la linea già seguita dal Tar nel 2017. Una battaglia legale che non ha comunque ostacolato i lavori di riqualificazione della struttura sportiva, che sono stati curati da CityLife nell’ambito degli oneri di urbanizzazione collegati alla costruzione del vicino quartiere con i tre grattacieli firmati Libeskind, Isozaki e Hadid.

Una rara immagine di Eddy Merckx sulla pista del Vigorelli
Una rara immagine di Eddy Merckx sulla pista del Vigorelli

I cantieri hanno riguardato in una prima fase la copertura, la pista in legno e il campo in erba sintetica per il football americano e in seguito le sotto tribune e gli spogliatoi nell’anello interno. Interventi che fanno intendere un possibile utilizzo dell’impianto più diversificato sfruttabile da più discipline. Si tratta di una convivenza difficile, ma non impossibile (in passato la struttura venne usata persino per organizzarvi dei tornei di ping- pong).

Eddy Merck festeggia la vittoria al Giro del 1974 con un giro di pista al Vigorelli. Sul podio Giovan Battista Baronchelli (secondo) e Felice Gimondi. La tappa conclusiva di Milano fu vinta da Gianni Motta

Le indicazioni della Sovrintendenza hanno subordinato la riqualificazione “alla salvaguardia della memoria e alla garanzia della permanenza di valori storico-documentali”. In particolare, è stato richiesto che “fosse valutata la possibilità di conservare e restaurare porzione della storica pista in listelli di legno di pino, progettata dall’architetto Clemens Schuermann quale memoria tecnologica e storica“. E ancora: è stato imposto il mantenimento degli “ingressi originari” o, in alternativa, “la corretta lettura della facciata opportunamente rivisitata”.

Il contenzioso con il Comune di Milano

Nonostante il restauro sia stato compiuto, il contenzioso giudiziario è comunque rimasto in piedi, tanto che le ultime memorie sono state presentate dalle parti (Palazzo Marino e Ministero dei Beni culturali) nel gennaio scorso, in vista dell’udienza andata in scena il 2 febbraio. Dal canto suo, l’amministrazione ha sostenuto che il verdetto di primo grado non avrebbe tenuto conto del fatto che l’impianto “non corrisponderebbe più nelle sue componenti strutturali all’opera originaria e in ogni caso sarebbe allo stato inutilizzato e inutilizzabile, in special modo per l’esercizio della disciplina ciclistica alla quale era destinato”. Il Comune ha pure sostenuto che non ci sarebbe il limite temporale dei 70 anni a giustificare il vincolo.

Il motivo? Seppur realizzata nel 1935, la struttura avrebbe subìto una “pluralità di modifiche negli anni a seguire”: dal bombardamento del 1943, che distrusse la pista, a quello del 1944, che buttò giù la copertura delle tribune, dalle nevicate straordinarie del 1947 e del 1985 al restauro della pista di fine anni ’90.

La pista del Velodromo Vigorelli Maspes
La pista del Velodromo Vigorelli Maspes

Resta il vincolo al Velodromo Vigorelli

Di parere diverso i giudici: quegli eventi non hanno snaturato la consistenza originaria dell’impianto; tantomeno ne impediscono “la riconducibilità all’originaria conformazione, come emerge dall’esame della documentazione fotografica in atti”.

Il decreto della Sovrintendenza poggia inoltre su una serie di considerazioni che stanno alla base di ogni ragionamento: Milano è la città capitale del ciclismo, sede di storici produttori di bici e di importanti competizioni “sin dagli albori del secolo scorso”. In questo contesto, si inserisce il Maspes-Vigorelli, che, per il Consiglio di Stato, ha un posto di primo piano nella “storia delle istituzioni collettive”, come luogo d’eccellenza dello sport, “fenomeno di costume” per antonomasia.

Morale della favola: il vincolo resta.

“Il Vigorelli era come un transatlantico, elegante, di un rosso fulvo. Vi passavo al mattino, poi anche alla sera prima di tornare a casa. Ogni colonna era un confessionale dove si poteva pregare in lingue diverse”. Mario Fossati

Il murales dedicato a Sandro Lopopolo, che ha combattuto al Vigorelli

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Angelo De Lorenzi

 

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