Dom. 17 Ott. 2021
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Sesto San Giovanni, UniAbita e Politecnico insieme per un nuovo modello di edilizia sostenibile

[textmarker color=”E63631″] SESTO SAN GIOVANNI[/textmarker] Un nuovo modello abitativo di edilizia sostenibile che intende diventare un principio modificativo ed etico per le nuove trasformazioni urbane con l’obiettivo di aumentare la vivibilità delle abitazioni, attraverso il raggiungimento di un equilibrio tecnico ed economico. Questo il progetto presentato ieri in Sala Giunta dalla cooperativa UniAbita – durante la conferenza stampa che ha visto la partecipazione del Presidente Pierpaolo Forello, del Direttore Mirca Carletti insieme al Sindaco Roberto Di Stefano, all’Assessore Antonio Lamiranda e all’ing. Claudio Del Pero – un modello approfondito e sviluppato in una ricerca commissionata al Politecnico di Milano che troverà applicazione nei nuovi interventi immobiliari, a partire dal “Progetto Pilota” nell’area Bergamella del comune di Sesto San Giovanni. 

I risultati della ricerca, attualmente ancora in corso, saranno disponibili dal prossimo mese di gennaio, per la definizione e lo sviluppo di un nuovo modello di edilizia sostenibile da replicare anche in altri contesti: “Uniabita crede molto nella ricerca di nuovi modelli costruttivi che abbiano risvolti sociali volti a creare un luogo identitario – ha affermato Mirca Carletti – l’obiettivo è il raggiungimento del benessere dell’abitare a 360°”.

UniAbita intende realizzare i nuovi interventi immobiliari applicando questo modello in grado di garantire un’elevata sostenibilità ambientale, economica e sociale, quindi abitazioni di qualità orientate al benessere dei soci abitanti che contemporaneamente rispondano al rispetto dell’ambiente e ad un’etica della sostenibilità dello spazio urbano.

La chiave per la realizzazione del nuovo modello è un approccio integrato di tre fattori: ambientale prima di tutto, adeguandosi alle nuove normative che prevedono un ridotto consumo energetico ed emissioni in ambiente basse o nulle, il fattore economico, con costi di acquisto accessibili e ridotte spese di gestione e da ultimo, ma non ultimo, il fattore sociale che tenga in considerazione la qualità della vita e la salute di abitanti e cittadini.

Fattori che si traducono nell’ottimizzazione delle lavorazioni in fase di cantiere, elevati standard qualitativi, che passano attraverso soluzioni tecnologiche ottimali in funzione dei costi globali, e ancora l’uso di fonti energetiche rinnovabili e azzeramento delle emissioni, modularità e flessibilità degli spazi. Non solo, anche tempistiche e costi certi. Questi gli elementi sui quali poggerà il nuovo modello con l’obiettivo di essere replicabile anche in contesti diversi adattandosi alle trasformazioni urbane.

Il “Progetto Pilota” troverà spazio alla Bergamella, dove UniAbita ha già sperimentato un importante intervento di edilizia ad elevata qualità abitativa, realizzando UniVillage, progetto che ha richiesto un lavoro decennale dal quale ne è uscita un’area bonificata e riqualificata, con molto verde, spazi comuni e servizi per gli abitanti della zona e non solo.

Ciò che abbiamo presentato è la dimostrazione di come la nostra cooperativa sia capace di coniugare una storia e un’esperienza ultracentenaria con la contemporaneità e il futuro, grazie alla ricerca, all’innovazione e alla tecnologia – ha dichiarato Pierpaolo Forello, Presidente di UniAbita – Il progetto pilota di Bergamella è l’esempio concreto di come UniAbita opera nei territori, cioè trasformando intere aree di città e costruendo non solo abitazioni ma, in senso più ampio, il benessere di chi lì vorrà costruire e vivere la propria vita”.

 

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