Mer. 19 Gen. 2022
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In via XXV Aprile la casa degli orrori dove la Miss era prigioniera a Cinisello

[textmarker color=”E63631″]CINISELLO BALSAMO[/textmarker] – La casa degli orrori è un condominio signorile del certo di Cinisello. Sorge a cento metri dal palazzo comunale e a 200 da piazza Gramsci, nella centralissima via XXV Aprile. E’ qui che sabato mattina è stata liberata la Miss svedese che per quasi 6 mesi era stata tenuta prigioniera, violentata e torturata da un cinisellese.

Un palazzine con giardino e grandi balconi. Una casa normale che fa apparire ancora più incredibile che al suo interno possa essersi svolta una storia dell’orrore senza che nessuno si accorgesse di nulla.

Qui Claudio Rossetto, 41 anni, il nuovo mostro di Cinisello, ha vissuto per diversi anni. Qui, già nel 2008 aveva trasformato il suo box in un rifugio per i suoi orrori. Aveva costruito una stanzetta con letto, mobili e telecamere per controllare le vittime, che nella sua mente malata avrebbe sequestrato e rinchiuso per poterne abusare quando voleva. Quel desiderio malato fu stroncato sul nascere. Almeno questo si pensa, dato che la sua prima vittima, una diciottenne straniera che sognava di fare la modella, riuscì a fuggire dal box dopo 9 ore di violenze e a denunciare Rossetto alle forze dell’ordine.

Oggi ci risiamo. Rossetto è uscito di prigione dopo 7 anni di carcere ridotti a 5 anni e pochi mesi (per buona condotta). E ha ripreso la sua vita malata. Questa volta in casa, davanti all’anziana madre che in consapevole ha assistito a mesi di violenze pensando che si trattasse di litigi tra fidanzati. Soprattutto è riuscito a torturare una donna nella sua casa senza che nessuno dei vicini di casa si accorgesse di nulla.

Cinisello discute e si interroga sconvolta per quanto accaduto. Possibile che il proprio vicino di casa possa celare segreti tanto orribili e crudeli senza che nessuno si sia accorto di nulla. E ancora molti si chiedono: “Come mai un uomo capace di sequestrare una donna e di violentarla a ripetizione, era già libero e nessuno lo controllava?”.

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