HomeBreaking NewsRiccardo III o dell’irresistibile fascino del male

Riccardo III o dell’irresistibile fascino del male

Fino al 10 maggio a Milano lo spettacolo Riccardo III: il sole di York brucia, rilettura della tragedia shakespeariana curata dalla compagnia La Confraternita del Chianti. Scritto dai cinisellesi Chiara Boscaro (anche drammaturgia) e Marco Di Stefano (anche regia) e interpretato da Stefano Panzeri

Una rilettura sobria, moderatamente pop, rispettosa de “il Bardo”: 60 minuti di puro dramma, distillando prosa, trama e personaggi. Riccardo III entra in scena senza una scarpa, cialtronesco e allo stesso tempo lucido. Sul capo, come corona, un intreccio di collane a sfera da discoteca. Come nel capolavoro shakespeariano è palese che il personaggio voglia portarsi il pubblico dalla propria parte e ci riesce. Monco, deforme, dichiara apertamente la sua natura malvagia. La sua azione è ispirata da un desiderio di rivalsa. Nello spettacolo firmato dai cinisellesi Chiara Boscaro  e Marco Di Stefano, intitolato “Riccardo III. Il sole di York brucia”, la tragedia shakespeariana viene trasformata in un one-man-show contemporaneo che indaga il legame tra potere, immagine e isolamento sociale. Sul palco l’eccellente Stefano Panzeri che si destreggia (alla grande) fra le marottes (marionette a bastone un tempo in voga ai giullari) di Luigi Revelant che interpretano i personaggi della tragedia.

Che ci sia qualcosa in Riccardo – assoluto genio del male – che lo renda un personaggio  affascinante e persino divertente, è fuori discussione. Gli autori della riscrittura, in questo, spingono decisamente sull’acceleratore. Riccardo è destinato fin dalla nascita a essere un perdente, ma grazie all’astuzia e al potere della parola riesce a ribellarsi al destino. Mette a ferro e fuoco la corte d’Inghilterra, si vendica di coloro che lo deridono e, soprattutto, lo sottovalutano (la maggiore ferita). Ci siamo tutti! Applausi! Chi non ha mai subìto un torto? In filigrana appaiono anche temi contemporanei e imparentati persino con la cronaca dei nostri giorni. Il lavoro ci ricorda, per esempio, che esiste un fenomeno come quello degli incel, che colpevolizzano, oggettificano e denigrano le donne accusandole della loro condizione di isolamento sociale. La rilettura lavora sul potere creatore della parola come strumento di manipolazione, trasformando il palco in un gioco di specchi tra l’attore e i suoi simulacri inanimati, le marionette. Rimane ad ogni modo il mood shakespeariano, specie nel finale, con cura somma delle parole, quando Riccardo raggiunge il potere massimo e l’irresistibile fascino del male si spezza. Una volta re, la sua creatività manipolatoria si esaurisce, trasformandosi in paranoica brutalità. Nella notte prima della battaglia di Bosworth, i fantasmi delle sue vittime lo visitano in sogno, risvegliando la sua coscienza sopita.

Chiara Boscaro (foto Confraternita del Chianti)

Ieri, successo della prima milanese dello spettacolo al Campo Teatrale, in via Cambiasi 10. Lo spettacolo prosegue sino al 10 maggio. Merita.
Orari: mercoledì e venerdì ore 21.00; giovedì e sabato ore 19.30; domenica ore 18.30. Biglietti 26 euro (ridotto on line 16 euro; ridotto 12 euro per over 65 e per tutti nella prima replica) + diritti di prevendita. Maggiori informazioni sul sito del teatro.
Angelo De Lorenzi

 

 

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