Lun. 17 Giu. 2024
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Flash mob musicale per i ragazzi delle medie. Intervista al prof. Rossi

[textmarker color=”E63631″]CORMANO[/textmarker] – Un flash mob musicale per raccogliere bollini e acquistare materiale didattico. Armati di chitarra, flauto dolce e pianoforte, domenica 7 dicembre alle 10 del mattino gli studenti della scuola media dell’Istituto Comprensivo Manzoni occuperanno gli spazi della Coop di Cormano per una serie di esibizioni di musica classica e natalizia. Obiettivo della manifestazione: raccogliere i bollini del supermercato necessari per portare a termine la raccolta punti dedicata con la quale Coop dà la possibilità alle scuole di ricevere in regalo materiale didattico. Un’iniziativa giunta alla seconda edizione, che vedrà coinvolti anche i bambini della scuola elementare dell’Istituto Comprensivo. A guidare il gruppo di musicisti delle medie sarà il professor Francesco Rossi, musicologo, studioso di musica rinascimentale e storico docente della scuola cormanese. Lo abbiamo incontrato per farci raccontare come nasce questa iniziativa e cosa vuol dire insegnare musica oggi.

Professor Rossi, che brani avete scelto per il flash mob?

Ci sarà qualche canto natalizio e poi musica classica. Faremo concorrenza alla Prima della Scala! Battute a parte, è un’iniziativa molto importante per la scuola. Lo scorso anno grazie a questa campagna abbiamo potuto acquistare materiale utilissimo: il computer per la sala docenti, una stampante, un modello di corpo umano per le lezioni di scienze, una nuova tastiera per l’aula di musica.

Lei insegna da 25 anni anni a Cormano. Qual è oggi il rapporto tra i giovani e la musica e come lo ha visto cambiare nel corso del tempo?

È cambiato in meglio. Trovo che il rapporto dei ragazzi con la musica sia straordinario. Voglio andare contro la vulgata secondo la quale la musica è l’ultima ruota del carro tra le materie scolastiche. Non è così, ha molto seguito, i ragazzi si applicano, la studiano, si appassionano anche alla musica classica. Il vero problema è che dopo le terza media non c’è nulla. A scuola si scoprono ragazzi che hanno doti musicali che nemmeno loro sanno di avere. Io ho studenti che suonano molto meglio di quanto facessi io alla loro età, ma sono talenti che rischiano di andare sprecati perché dopo le medie è il vuoto e non tutte le famiglie possono permettersi corsi privati.

Lei è un musicologo. Cosa significa e quanto è difficile vivere di musica oggi?

Il musicologo sta alla musica come lo storico dell’arte sta all’arte. Si occupa della materia a tutti i livelli, fa ricerca, si occupa di divulgazione, cura edizioni critiche, come quella che ho appena pubblicato dell’opera di Guillaume Faugues, grande musicista del Quattrocento. O, almeno, questo è quello che un musicologo farebbe perché purtroppo oggi non c’è molto mercato per questo genere di professione in Italia. Per le scienze umane, in generale, è un momentaccio.

La sua specializzazione è la musica rinascimentale. Sembra una cosa lontanissima dal gusto odierno. È proprio così e da dove arriva questa passione?

Sembra lontanissima perché le istituzioni concertistiche l’hanno resa una nicchia. La gente ascolterebbe volentieri anche questo genere di musica, se ben selezionata e ben spiegata. Non lo fa perché non ci sono le occasioni. La prova è che quando, invece, si riescono a fare concerti e lezioni la gente partecipa. La mia passione per questa musica è nata, prima che per motivi estetici, per ragioni speculative perché si presta di più al lavoro filologico. Mi piaceva lavorare sulle fonti, rintracciare nuove interpretazioni. Però, l’insegnamento alla scuola media è venuto prima, quando ancora dovevo laurearmi. Ci tengo a dire che insegnare non è secondario rispetto al lavoro di musicologo, non è un ripiego. Anzi, mi piace moltissimo. Vorrei ideare qualcosa a Cormano per riempire quel vuoto di formazione di cui dicevo prima, magari una scuola di musica. Vedremo…

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