Mer. 17 Apr. 2024
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Nossa interviene sulle discussioni post-consiglio: “Non è successo niente”

[textmarker color=”E63631″]SESTO SAN GIOVANNI[/textmarker] – Un consiglio comunale come tanti, con una manifestazione d’intenti della quale discutere nell’ultima mezz’ora, come previsto dal regolamento. Il tema riguardava la riforma del Governo nota come Jobs Act o meglio, uno dei punti della riforma, le modifiche all’articolo 18. Ma la seduta di lunedì sera nel parlamentino sestese ha creato un piccolo caso politico; i consiglieri del Pd hanno scelto di non votare dando, di fatto il via libera alla manifestazione che è stata approvata con i voti di Sel e del M5S.

All’indomani le opposizioni, in particolare il consigliere FdI Antonio Lamiranda si è scagliato contro il Pd, al quale è seguita una replica del segretario cittadino Marco Esposito, che ha poi dovuto incassare il colpo anche dai consiglieri pentastellati.

In tutto questo, il vero “vincitore” sul piano politico è stato il capogruppo di Sinistra Ecologia e Libertà Moreno Nossa, che ha portato a casa il risultato che gli interessava.

“Non è successo niente – racconta Nossa a Nordmilano24 -, solo un battibecco politico. La manifestazione nel dettaglio non è molto diversa da quella per la quale mi sono battuto nel 2002, anzi forse è anche più mite, chiedevo solo che non si toccasse l’articolo 18”.

La linea di Sel si conferma infatti dal nazionale al locale, come spiega lo stesso Nossa. “Noi sui diritti presentiamo di tutto e di più – commenta -, che si tratti di unioni civili, testamento biologico o diritti dei lavoratori: anche se dovesse servire a due persone, non è un buon motivo per togliere un diritto acquisito, non è rispettoso per chi, prima di noi, ha lottato per ottenerlo”.

Sulle presunte fratture interne al Pd sestese, il consigliere Sel non si sbilancia e mantiene intatta la sua diplomazia politica. “Io posso parlare del mio partito, non degli altri – ribadisce -. Se il Pd prende il 40% e noi il 3% vorrà dire che fa dieci volte meglio di noi, quindi rispettiamo i numeri. Certo, una considerazione la faccio: non si può fare governo e opposizione nello stesso tempo o meglio, magari si può ma può essere anche controproducente”.

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