Lun. 20 Mag. 2024
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La provocazione del M5S: “Il Pd di Sesto è un partito che non trova più se stesso”

[textmarker color=”E63631″]SESTO SAN GIOVANNI[/textmarker] – “Siamo di fronte a un partito che non si ritrova più con se stesso”. Questo il gelido commento del M5S sestese dopo l’impasse di lunedì in consiglio comunale che ha visto i consiglieri del Partito Democratico non votare contro la manifestazione d’intenti presentata da Sel ma facendola comunque approvare, rimanendo in aula.

“Sul tema del lavoro il Pd sestese ha deciso di non decidere rimanendo paralizzato tra le lotte intestine interne tra renziani, che esprimono posizioni storicamente berlusconiane – prosegue la nota dei Cinque Stelle -, e non renziani, tradizionalmente avversi le politiche oggi proposte dal partito”.

Il Movimento avanza poi due considerazioni: “Tecnicamente il Pd avendo la maggioranza, è “padrone” delle votazioni in aula e può condizionarle – spiegano i Cinque Stelle -, e quanto accaduto ha trovato impreparati gli stessi piddini perchè nel momento finale, quando hanno scoperto che il documento presentato era stato approvato, le loro facce stupite esprimevano perfettamente la situazione in cui versa il Partito: un Partito che non si ritrova più con se stesso”. La seconda considerazione è di natura più politica, “il sindaco, Monica Chittò, che fa parte della direzione nazionale del Pd, dovrà ora avvisare Renzi che il Consiglio Comunale di Sesto San Giovanni, a maggioranza PD, la pensa in modo diverso dalla linea che Renzi sta cercando di far digerire alla propria base – osservano i grillini -. Ma come lo giustificherà dato che il suo partito locale, nonostante la maggioranza, non è riuscito a prendere una decisione forte e univoca? Sesto San Giovanni, si impegna a non eliminare i diritti faticosamente conquistati dai lavoratori, con o senza le problematiche politiche del PD. Forte la posizione del M5S su questo tema, abbiamo rimarcato ad esempio quanto per noi sia importante l’uniformità delle innumerevoli tipologie di contratti di lavoro che esistono, dando più diritti a chi ora non li ha, non il contrario”.

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