[textmarker color=”E63631″]CINISELLO BALSAMO[/textmarker] – Il segretario del Partito Democratico di Cinisello Balsamo ha risposto alle cinque domande che gli abbiamo rivolto. Ha risposto pubblicando le risposte sul sito internet del Pd cinisellese come sulla pagina Facebook del partito. Ha risposto, senza alcuna scusa rispetto a quanto successo nei giorni scorsi, facendo un lungo cappello per confermare ancora una volta la propria buona fede a “difesa dei volontari del Pd” e la propria visione “oggettiva” dei fatti.
Quello che ancora ci stupisce è il fatto che in pochi si siano accorti che il problema di tutta questa storia è che un segretario di partito, per di più un giornalista, attacchi un giornale e un giornalista non per controbattere nel merito un editoriale (che è chiaramente un commento e non un articolo di cronaca), preferendo mettere in discussione l’autore e accusandolo a livello personale. Curioso e deludente che anche altri esponenti politici del suo partito fatichino a comprendere la gravità del suo gesto, soprattutto quando si tratta del segretario di un partito che si chiama “democratico”.
Chi volesse leggere tutta la nuova lettera del segretario Luigi Marsiglia, compresa la premessa, può cliccare qui. Quest’ultima non la ospitiamo sul sito, ma non la nascondiamo ai nostri lettori. Qui di seguito invece pubblichiamo integralmente, perché questo è ciò che ci spetta, le risposte che Marsiglia ha dato alle nostre 5 domande. Avevamo chiesto al coordinatore del Pd di andare nel concreto delle questioni politiche e amministrative (il Pd è forza di governo cittadino), cosa che a nostro parere non è stato fatto. Vi lasciamo alla lettura delle risposte, prima di una considerazione finale che, ci pare doverosa.
1) Tra gli impegni più importanti che il Pd ha assunto in campagna elettorale c’era quello di non utilizzare la leva fiscale. Questo patto con gli elettori è stato rotto nell’ultimo anno, quali proposte concrete è in grado di fare il Pd per rispettare questa promessa fata ai cittadini?
L’anno scorso l’Amministrazione comunale di Cinisello Balsamo ha scelto coraggiosamente di non applicare la Tasi, come avrebbe potuto fare, in controtendenza con altri comuni e con l’andamento nazionale. Quest’anno, si è applicata la Tasi con un’aliquota intermedia – il 2,5 anziché la punta massima del 3,3 – decidendo di non agire ulteriormente sulla leva fiscale (vedi Imu) ma di ottimizzare e di verificare il comparto delle spese. Mantenere inalterato il livello dei servizi, pesando il meno possibile sui cittadini, è l’azione che costantemente svolge il Pd nell’interesse generale.
2) Come negli anni più bui Cinisello è tornata a essere troppo spesso agli onori della cronaca nazionale per fatti che la pongono in luce come città dai diversi problemi: carenza di sicurezza, degrado urbano e politiche sociali inefficaci sono i talloni di Achille. Quali proposte concrete ha il Pd per rispondere a queste urgenze?
Cinisello Balsamo vive gli stessi disagi che vivono le grandi città dell’hinterland; dopo anni in cui la città stentava in parte a ritrovare una propria immagine e identità, oggi c’è una voglia palpabile di tornare a essere veicolo, cuore della nascente Città metropolitana, non solo un elemento secondario e periferico rispetto alla “grande” Milano. E’ importante il mantenimento, il rafforzamento e il coordinamento dei nostri distretti e delle nostre forze di pronto intervento (Carabinieri e Pubblica Sicurezza in primis), laddove crisi e tagli centrali potrebbero metterne a rischio la permanenza sul territorio. Occorre ripensare al centro cittadino e alle nostre periferie (in questo è importante un progetto come quello della Bettola, di cui parlerò più sotto); occorre ricreare un tessuto sociale diverso, ripotenziando le associazioni sportive, aggregative e culturali; occorre prevenire, con l’ottimo lavoro che si svolge in diverse scuole cittadine; dedicare al tema della convivenza reciproca tempo e risorse. Penso poi che non esistono “anni più bui” di altri, ma tempi diversi con abiti e mentalità diversi, e che siamo tutti chiamati a governare le trasformazioni in atto.
3) Cinisello è in cima alla classifica delle città meno attraenti (vedi classifica Assolombarda) per le attività imprenditoriali. Le aziende scappano, i negozi chiudono. Ad oggi assistiamo solo alla trasformazione di aree industriali in nuovi complessi residenziali che rischiano di rimanere vuoti. Fino a oggi il Pd non ha dimostrato interesse per le aziende che chiudono: quali misure, forti e concrete, pensa di poter mettere in atto per rilanciare l’economia cittadina?
Le imprese, piccole e medie – quindi il lavoro – è una delle priorità del nostro partito; uno dei punti di programma che sarà ribadito sempre più, visto che ci avviciniamo a metà legislatura, dal punto di vista amministrativo. Guardando anche ai Comuni che ci circondano, Cinisello deve essere capace di avviare una politica pronta ed efficace, con incentivi non solo fiscali per chi colloca sul territorio la propria impresa. Una politica per le start-up, per i giovani imprenditori e per coloro che intendono ampliare la propria attività, assumendo nuovo personale. Una politica per le aree e i capannoni dismessi, che possa aiutare artigiani, piccole e medie imprese a scegliere il nostro territorio non solo per eventuali benefici e bonus fiscali, ma per le infrastrutture, i servizi, i tempi più brevi e accelerati nelle pratiche a latere.
4) L’intera legislatura sembra ruotare intorno all’urbanistica. In questo ambito il progetto di riqualificazione dell’area Auchan-Bettola, che prevede che l’area del centro commerciale sia ampliata dagli attuali 55.000 mq a 152.000 mq, sembra cruciale. Fino a qui il silenzio della politica è un dato di fatto. Il Pd come si pone?
In merito alla riqualificazione o, più realisticamente, rigenerazione urbana dell’area Auchan, giova precisare – per una corretta informazione ai lettori e ai cittadini – che non si tratta di un mero ampliamento commerciale, bensì il completamento di una proposta progettuale che vedrà il sorgere di un vero e proprio “hub” di interscambio, data la presenza del viale e l’attestazione, proprio lì, alla Bettola, della linea rossa della metropolitana. Un progetto avveniristico, che farà della nostra Cinisello la porta di Milano, la porta della Città Metropolitana, e conterrà in sé non solo parcheggi per il commerciale, ma per chi prenderà il metrò ogni mattina, oltre a benefici di mobilità e a servizi anche culturali per la città. Ma, fronte importante, quel progetto plurimo servirà ad acquisire la totalità delle restanti aree del Grugnotorto e a completare, finalmente!, l’omonimo parco. Questo è l’elemento fondamentale che viene spesso dimenticato: la rigenerazione urbana di un’area periferica e l’acquisizione delle aree verdi del Grugnotorto. Altra questione: il progetto prevede una rete di piste ciclabili tra le varie aree verdi e il tessuto urbano cittadino, “decentrando” il centro (scusate l’involontario calembour), ossia riqualificando aree periferiche dislocate e facendole divenire centrali rispetto al semplice “centro” città.
5) Il segretario cittadino del Pd, che per presentare la Festa del partito aveva detto che “le famiglie potranno cenare a costi sostenibili”, sa quanto costa al mercato o al supermercato un pollo allo spiedo? Perché alla Festa dell’Unità lo servono, senza patatine, a 8 euro.
Si tratta innanzi tutto non di un “pollo” ma di un galletto doc; e viene servito senza patatine. Le patatine sono dispensate, tra l’altro, insieme alle costine. Il menù per i bambini (a 8 euro, come il galletto doc) contiene un abbondante primo a scelta, nuggets di pollo e una bibita. Ah sì, anche le patatine.
Le nostre considerazioni finali:
Ci consenta una battuta, anche per sdrammatizzare: l’unica risposta nella quale il segretario Luigi Marsiglia ha saputo essere concreto è quest’ultima, quella relativa al pollo, o per meglio dire del Galletto doc (anche se in realtà nessuno ci dice quanto costi in un supermarket un normale galletto doc allo spiedo). Onestamente questo la dice lunga sullo stato di salute della politica cittadina. Non ne facciamo una colpa al segretario se il primo partito della città non è più in grado di distingue il suo ruolo di amministratore della città da quello di una normale associazione che schiera i suoi volontari per organizzare la sagra di paese.
Dal segretario di partito, in quanto cittadini, ci aspettiamo idee e programmi concreti. Dinanzi ad una città che sta assistendo quasi ogni giorno alla perdita di identità fuga di imprese, alla chiusura dei negozi storici e alla crescita della disoccupazione, ci aspettavamo che la sua risposta su temi così delicati fosse più concreta. Arrivare a metà legislatura per dire “Cinisello deve essere capace di avviare una politica pronta ed efficace”, appare addirittura fuori dal mondo. Dopo due anni di governo (senza contare quelli addietro), il primo partito di governo della città doveva averle già avviate le iniziative. Magari molte aziende sarebbero state salvate se si fosse stati capaci di essere “pronti ed efficaci”. Sesto, per esempio, ha tolto le tasse per due anni alle nuove imprese. Vi viene in mente qualcos’altro di più concreto?
Ci si aspetterebbe il coraggio di dire che sono sfiniti i soldi e che c’è bisogno di nuove tasse, non il racconto molto americano “vi avevamo stupito con effetti speciali”. Le tasse i cittadini le hanno pagate davvero, non per finta, e i servizi negli ultimi due anni sono calati in numero e in qualità. Non lo diciamo noi, lo dicono i fatti. La crisi è inesorabile, ha colpito tutti i Comuni, ma chi si ostina a far finta che tutto va bene e che nulla è cambiato, dimostra di essere lontano dai bisogni della città Soprattutto dimostra di non essere in grado di governarli. Ciò che però fa più male è scoprire che dietro a quelle parole vuote di contenuti si cerchi di convincere i cittadini che 4 piste ciclabili valgano bene il raddoppio di un centro commerciale (perché la stazione della metropolitana, sia chiaro, la costruisce MM, non Auchan). Fa male scoprire che dietro lo sviluppo futuro della città il Pd non abbia un vero progetto, o non sia in grado di parlarne. Quando si sacrificano opportunità commerciali di vicinato per favorire la nascita di nuovi maxi centri commerciali, ogni “politica per le imprese” rischia di essere solo un inutile gesto di “accanimento terapeutico”. Ciò che manca, e questo è oggettivo, è l’amore vero per la città.





