HomeBreaking NewsLa storia di Martina

La storia di Martina

Un libro racconta come una bimba malata di tumore abbia affrontato il dolore con la compagnia di Gesù e di Maria

Muore a 7 anni. Festa scolastica soppressa, così titolava L’Eco della città, un giornale online locale del Milanese, a riassumere una storia singolare. La data di pubblicazione del pezzo è il 12 giugno 2007: «Trezzano sul Naviglio. Se n’è andata a sette anni Martina, la bimba di Trezzano alla quale un anno e mezzo fa è stato diagnosticato un tumore. I sanitari della Croce Verde di Trezzano, a metà settimana, sono stati contattati dai genitori per un malore che ha colpito la bimba mentre si trovava all’interno della sua abitazione famigliare: non hanno potuto che constatarne il decesso. Immenso il cordoglio dei parenti, ai quali ha mostrato grande solidarietà la dirigenza scolastica del plesso di via Giacosa, che la bimba frequentava. La festa di fine anno è stata soppressa, per rispettare il dolore della famiglia».

Colpisce che una vicenda assai articolata e complessa possa essere stata comunque riassunta in un breve articolo di cronaca, suscitando una vibrazione interiore, una scossa, sollevando un interrogativo drammatico di fronte alla morte prematura di una piccola creatura. La storia di Marti è raccontata, nelle sue sfumature e articolazioni, nel libro Martina il Cuore e la Rosa (Edizioni Ares), scritto dalla mamma Giovanna Pupillo Kluzer, che ha trovato un aiuto di penna da Riccardo Caniato, unitamente alla prefazione di suor Daniela Del Gaudio e alla postfazione di padre Serafino Tognetti.

Marti, la guerriera

Martina ha lasciato questo mondo all’età di soli sette anni, spezzata da un male che si è dimostrato – alla fine –  incurabile. Il libro riporta la cronaca nuda di due anni di dolore che travolgono una famiglia, tra medici e paura, ma anche momenti di inaspettata allegria nei corridoi dell’ospedale. Marti infatti è stata una bambina speciale: ha affrontato la malattia da “guerriera” offrendo il dolore a Gesù e a Maria. Più ci si addentra nella lettura di quest’opera, più si avverte la distanza siderale fra la nostra percezione comune (anche di credenti) di fronte al dolore o anche solo a un’ipotesi di malattia e la sensibilità di questa piccola che entra a gamba tesa nel dolore – il proprio male, quello che sente appiccicato sul proprio corpicino, armata della sola corazza della fede.
Martina interroga – ci interroga – sul cosiddetto “dolore innocente”, evidenziato in varie forme da autori come Fëdor Dostoevskij –, quello che sradica le coscienze, che fa traballare il cuore dei padri e delle madri e che toglie il fiato. Ma la vicenda di Martina è qualcosa di più di tutto questo, perché non appartiene alla finzione letteraria. La bambina, una volta scoperto di essere gravemente malata di un tumore maligno molto aggressivo, entra ed esce dall’ospedale, gioca e si diverte convivendo con il dolore, guarda i suoi cartoni prediletti con la sorella, ha una guarigione improvvisa e inspiegabile, poi subisce la recidiva. Il libro racconta il percorso dei genitori, la vita prima della nascita della piccola, poi la scoperta della fede. La bambina vive un’esperienza straordinaria di affezione a Gesù. Lo riconosce nelle passeggiate che fa con i genitori, nei santuari, nei vari pellegrinaggi che intraprende prima dell’aggravamento delle sue condizioni di salute. Martina  afferma di vivere esperienze spirituali intense con Gesù, rappresentato nel Sacro Cuore, e con la Madonna Rosa Mistica, figura legata alle apparizioni di Montichiari.
Lasciamo ai lettori la gioia e la letizia di scoprire la sua storia.
Angelo De Lorenzi

ARTICOLI CORRELATI