Una gita scolastica alla moschea di Sesto San Giovanni ha acceso nuove polemiche.
Un caso simile era scoppiato settimane fa nel Trevigiano, alimentando il dibattito sull’educazione religiosa nelle scuole.
Alcune classi di elementari e medie hanno assistito a spiegazioni sul Corano, tra cui un passaggio dedicato al ruolo delle donne nell’Islam. Le insegnanti hanno spiegato che si tratta di un progetto interreligioso che include anche visite a chiese e sinagoghe, ma esponenti della Lega denunciano l’accaduto: il sindaco di Sesto Roberto Di Stefano è intervenuto via social: “Ho preso atto con preoccupazione del video del centro islamico di Sesto in cui si vedono alunni delle scuole elementari e medie del nostro territorio partecipare a una lezione sull’Islam all’interno della moschea”.

“Ci troviamo di fronte – aggiunge il primo cittadino di Sesto – ad un esempio di integrazione al contrario che lascia perplessi: trovo francamente inaccettabile che vi siano attività che prevedono gite o lezioni in moschea con un formato molto simile ad una specie di indottrinamento. Su molti valori, a partire dai diritti delle donne alla poligamia, la religione islamica è spesso in contrasto con le nostre leggi.
Per anni la sinistra ha parlato di “scuola laica” eppure stiamo assistendo a gite in luoghi di culto islamici con annesse lezioni da parte di imam durante le quali i nostri bambini vengono indottrinati secondo i principi dell’Islam”.
“La scuola – conclude Di Stefano – deve essere un ambiente educativo inclusivo, ma non può diventare il veicolo per trasmettere contenuti religiosi in modo unilaterale. Basta con queste derive a senso unico!” Un altro commento critico giunge dall’eurodeputata Silvia Sardone: “Altro che dialogo – portare i bambini in moschea è cedimento culturale, è sottomissione ed è purtroppo un tradimento dei nostri valori! La scuola deve formare, non imporre indottrinamenti pro Corano!”







