Gio. 12 Mar. 2026
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Nord Milano: disabilità e autonomia, una strada percorribile

Saranno 33 in Lombardia i centri per la vita indipendente, una "rivoluzione in atto", esempi virtuosi che potrebbero ribaltare il modo di pensare al futuro, senza più che questo sia deciso da altri

Cinisello Balsamo, storie di ordinario desiderio di autonomia. Roberto, 40 anni, è appassionato di sport e lavora part-time in una grande catena commerciale. È una persona con una disabilità intellettiva e vive ancora con i suoi genitori in un grande appartamento, ma vorrebbe iniziare un nuovo percorso alla ricerca di una maggiore autonomia. Si sta interrogando sul proprio futuro e non nasconde le difficoltà e i timori di una scelta;  per questo motivo, accompagnato dalla madre, si è rivolto all’Agenzia per la vita indipendente Nord Milano: «Roberto è consapevole della sua situazione – spiega Francesco Cacopardi, il presidente di Anffas Nordmilano –  la madre ormai è anziana e quando lei non ci sarà più non potrà restare nella casa dove ha vissuto finora perché è troppo grande per lui. Vorrebbe intraprendere un distacco, ma allo stesso tempo è timoroso. Abbiamo quindi iniziato a ragionare con lui un percorso da affrontare. Scartata l’ipotesi di trasferirsi vicino alla sorella, che vive in provincia di Lecco, abbiamo cominciato a costruire un’alternativa». Con l’aiuto delle operatrici dell’agenzia, Roberto ha espresso i propri desideri: vuole uscire di casa, ma senza spostarsi dal quartiere in cui vive e da cui riesce a raggiungere in autonomia il posto di lavoro. Desidera continuare a fare sport, a frequentare la palestra e allo stesso tempo ampliare la propria rete di amicizie.

Roberto avrà la possibilità di costruirsi un nuovo percorso di vita affidandosi a un progetto che coinvolge una pluralità di soggetti: la sua famiglia, le reti informali, gli enti pubblici, le realtà del Terzo settore, l’Asst (Azienda socio-sanitaria territoriale). È previsto anche un apposito budget personalizzato in cui vengono indicate le risorse economiche disponibili.

Si tratta di un progetto che contiene tutti gli ingredienti necessari per assicurargli il diritto a una vita indipendente sancito dalla Convenzione delle Nazioni Unite per le persone con disabilità. Grazie a un progetto finanziato dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), i desideri di Roberto inizieranno a concretizzarsi: «A ottobre si trasferirà in un appartamento in condivisione con Stefano, un’altra persona con disabilità che si è rivolta alla nostra agenzia – spiega Cacopardi -. Abbiamo già pianificato come verrà organizzata la casa e come verranno gestiti gli spazi comuni».

Disabilità e autonomia, un obbiettivo raggiungibile

Disabilità e autonomia: sembra un connubio impossibile, una contraddizione di termini,  ma non è così se si mettono a fuoco gli autentici poli della questione. «Desiderio», ad esempio, è la parola chiave da tenere in considerazione quando si parla di vita indipendente per le persone con disabilità. E non dovrebbe stupirci. Ciascuno di noi, durante il proprio percorso, compie una serie di scelte: rimanere in famiglia o vivere fuori dalla propria abitazione di origine, per esempio continuare a studiare o cercare un lavoro, quali sport praticare, andare in palestra, coltivare delle passioni. Ma per una persona con disabilità non è così: il nostro sistema di welfare, infatti, considera “normale” il fatto che siano le famiglie a farsi carico dell’assistenza dei propri figli con disabilità e che questi restino a vivere con i genitori anche in età adulta. Un percorso che ancora oggi, molto spesso, si conclude con l’inserimento in una residenza sanitaria nel momento in cui i caregiver familiari vengono a mancare. Si tratta di una opzione considerata come l’unica possibile all’interno di un sistema di welfare estremamente rigido, che prevede risposte standardizzate ai bisogni delle persone con disabilità (e non solo), con pochissima flessibilità.

I centri per la vita indipendente

A ottobre 2023 Regione Lombardia ha approvato le “Linee guida per il funzionamento e la gestione dei centri per la vita indipendente”, elaborate proprio sul modello operativo dell’Agenzia per la vita indipendente Nord Milano che coinvolge i quattro Comuni dell’ambito territoriale (Cinisello Balsamo, Cormano, Bresso e Cusano Milanino), l’azienda consortile “Ipis”, tre cooperative sociali (Arcipelago, Torpedone e Solaris), Anffas Nord Milano e Ledha – Lega per i diritti delle persone con disabilità. Le linee guida prevedono l’attivazione di 33 centri per la vita indipendente in tutta la Lombardia in base a quanto stabilito dalla Legge regionale 25/2022 per il riconoscimento del diritto alla vita indipendente e all’inclusione sociale di tutte le persone con disabilità.

Al primo posto l’ascolto del bisogno

I centri sono luoghi in cui è posto in primo piano l’ascolto e si progettano gli interventi necessari a rispondere a un bisogno: ad esempio assumere un assistente personale che aiuti uno studente ad alzarsi dal letto al mattino e lo accompagni a seguire le lezioni in università. In questi centri si possono trovare figure professionali specialistiche, come esperti di domotica o architetti, per adattare l’abitazione alle proprie esigenze. Le persone con disabilità possono rivolgersi qui agli assistenti sociali che aiutano a trovare le risorse necessarie orientandole verso i servizi già attivi sul territorio.

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