Lun. 20 Mag. 2024
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Nord Milano: alla Bicocca, tra un esame e l’altro, c’è sempre don Emilio pronto ad ascoltare

Don Emilio Scarpellini, 57 anni, è Cappellano dell'Università da un paio d'anni. Una "parrocchia" sconfinata, multiculturale, pluriforme ed essenzialmente laica con tante esigenze e 38mila anime da accompagnare.

Una “parrocchia” sconfinata, con quasi 290mila metri quadri di strutture didattiche popolate quotidianamente da 38mila persone, tra giovani studenti, docenti e personale amministrativo, e un “pastore” chiamato ad occuparsi di loro, accogliendoli e curandone la crescita umana e spirituale. Don Emilio Scarpellini, 57 anni di cui 23 da sacerdote, è alla guida della Cappellania Centro Pastorale “C.M. Martini” dell’Università degli Studi Milano-Bicocca dove è arrivato da circa due anni dopo essere stato parroco di S. Pio X nell’hinterland di Milano tra il 2012 e il 2021, una rete di valori sostenuta anche da associazioni di ispirazione cristiana e da movimenti ecclesiali per accogliere e ascoltare gli studenti e indirizzarli verso la cura di sé e il consolidamento dei rapporti umani, senza disperdersi nei numeri di una comunità così vasta distribuita su 77 corsi di laurea in sette aree disciplinari.

Una realtà aperta a tutti, anche a coloro che sono fuori da percorsi di fede o dai tradizionali circuiti dell’associazionismo cristiano: “Effettivamente non pensavo che un giorno sarei entrato in questo mondo così prezioso – spiega don Emilio -, perché qui creano le menti, il cuore e la coscienza delle giovani generazioni”. Un compito sfidante nel quale è sostenuto dalle parole del Cardinale Martini rivolte ai responsabili della Pastorale universitaria “a partire da carismi, stili, aspettative e visioni diverse, occorre lavorare insieme e farsi esempio di un modo di camminare come Chiesa”, grazie alle quali don Emilio ha cominciato a tessere pazientemente la sua opera di ascolto e di relazione in un mondo profondamente diverso, eppure per certi versi affine, a quello della parrocchia: “Prima di incontrare ed evangelizzare tutti coloro che ogni giorno abitano l’Università degli Studi Milano-Bicocca – racconta – ho capito che avrei dovuto incontrare ed evangelizzare proprio me stesso. E poi ho dovuto rimodulare il passo, passando dal centometrista al ritmo del maratoneta che non significa fare meno, ma farlo in maniera meno frenetica”.

L’approccio con i giovani è discreto e non ci sono forzature, punto di riferimento è il Centro Pastorale, nella piazzetta Difesa per le Donne, dove si trovano le aule studio e hanno luogo i percorsi di accompagnamento spirituale. Nella stessa struttura c’è la proposta della S. Messa settimanale (ogni mercoledì, alle 12.45), la preparazione ai sacramenti, ma anche gli incontri culturali organizzati coinvolgendo docenti e studenti dell’Ateneo, gli itinerari di arte e fede privilegiando il territorio milanese, e poi le iniziative proposte dai movimenti e dalle associazioni e i corsi interdisciplinari Bbetween in collaborazione con i diversi dipartimenti.

Una “parrocchia” che lo stesso don Emilio definisce “multiculturale, pluriforme ed essenzialmente laica” con tante esigenze e persone da accompagnare: “C’è tanto bisogno di essere ascoltati”, dice Riccardo, uno studente, e la figura di un sacerdote dentro l’università diventa importante. “Sono anni di formazione e quindi molto delicati – aggiunge Federico, anche lui studente alla Bicocca -, quasi come una piccola esplosione; è il periodo in cui scopri il potenziale, dal punto di vista formativo, spirituale e relazionale”. E così, tra un esame e l’altro, il dialogo con gli studenti fornisce tanti spunti di approfondimento per ragionare sulle dinamiche esistenziali e pragmatiche che riguardano l’età universitaria, spesso stretta tra speranze e ansie per il futuro. Il confronto con i giovani avviene anche in spazi più informali e occasionali – bar, mensa, aule, dipartimenti – ed è qui che da un primo approccio può nascere uno sviluppo più intenso e duraturo: “Il cappellano, più che fare, – conclude don Emilio –, deve sempre più essere come persona credente partendo proprio dalla relazione umana”.

Questa è solo una delle tantissime storie di salvezza e aiuto portate avanti sul territorio da sacerdoti, impegnati in prima linea, e dalle loro comunità: “Ogni offerta destinata al sostentamento dei sacerdoti è il segno tangibile della vicinanza dei fedeli, un mezzo per ringraziarli tutti, dal più lontano al nostrosottolinea il responsabile del Servizio Promozione per il sostegno economico alla Chiesa cattolica, Massimo Monzio Compagnoni –. Basta una piccola offerta ma donata in tanti”. Eppure, le offerte deducibili sono ancora poco comprese e utilizzate dai fedeli ritenendo sufficiente l’obolo domenicale che, però, solo in minima parte può essere usato dal parroco per il proprio fabbisogno. Nel 2022 le offerte hanno di poco superato gli 8,4 milioni di euro, in linea con l’anno precedente, a fronte di un fabbisogno complessivo annuo che ammonta a quasi 515 milioni di euro, necessari a garantire a tutti i sacerdoti una remunerazione pari a circa mille euro mensili per 12 mesi. Da qui l’importanza di un sistema che permette a ogni persona di contribuire, secondo un principio di corresponsabilità, al sostentamento di tutti i sacerdoti diocesani (sul sito www.unitineldono.it è possibile effettuare una donazione). Le offerte per i sacerdoti sono espressamente destinate al sostentamento dei preti al servizio delle 226 diocesi italiane, tra cui 300 sacerdoti diocesani impegnati in missioni nei Paesi più poveri del mondo e 2.500 sacerdoti ormai anziani o malati, dopo una vita spesa al servizio degli altri e del Vangelo.

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