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Inchiesta escort. La ragazza che ha denunciato: “Adesso ho paura per le conseguenze”

Parla a La Repubblica la donna che ha dato il via alle indagini sulla società Ma. De. di Cinisello Balsamo

Tiene ancora banco  – e non potrebbe essere diversamente – la vicenda legata all’inchiesta sulla società Ma.De. di Cinisello Balsamo che gestiva le serate milanesi fino all’arresto, lunedì, dei due titolari. Davanti alla sbarra che impedisce l’ingresso in via don Luigi Guanella è un viavai di giornalisti e di troupe televisive alla ricerca di qualche commento sulla vicenda. Non ci sono bar nelle vicinanze, c’è poco movimento, così i colleghi spesso si devono accontentare di fotografare o di mandare le immagini del “castello”, l’edificio con tetti all’inglese sede della società d’immagine gestita dai due indagati che si trovano agli arresti domiciliari. Il caso sta provocando molte reazioni anche se sembra che si tenda a sottovalutare un po’ la vicenda soprattutto in città.
Oggi La Repubblica ha raccolto le confidenze della giovane che ha dato il via all’inchiesta  con una denuncia presentata il 23 agosto del 2024: “Ci ho provato per anni a denunciare, – dice la ragazza al quotidiano – senza riuscirci. Ho deciso di farlo per il senso di ingiustizia che sentivo dentro, per come venivano trattate le ragazze dai calciatori e dall’agenzia… Ma ora ho paura”.

Escort e ragazze immagini per le serate milanesi

La ragazza ha abitato dal 2019 al 2023 in un appartamento di Cinisello Balsamo, nello stesso stabile dove ha sede l’agenzia e dove vivono i due titolari. Secondo la sua versione  al piano terra di quel palazzo c’era una discoteca abusiva dove si facevano feste anche durante il lockdown. Alle escort – sempre secondo questa testimonianza  – veniva trattenuto almeno il cinquanta per cento del guadagno. “Sono passati due anni dalla denuncia – prosegue la ragazza – non è stato semplice fare quello che ho fatto. Ci ho provato per tanto tempo, ma non ci sono riuscita. Vorrei che fosse chiaro che io non facevo certe cose… Sì, abitavo in quella casa, ero una ragazza-immagine. Perché ho denunciato? Mi ha spinto il senso di ingiustizia che sentivo dentro, che è durato per anni. Vedevo i calciatori come si atteggiavano, come trattavano le ragazze… Non mi sembrava giusto, vedevo ingiustizie. Sono a corto di parole, adesso, mi sto ancora riprendendo. E ho paura per le conseguenze”.

Secondo quanto trapelato fino ad oggi sono un centinaio le ragazze che lavoravano per l’agenzia, giovanissime, tra i 18 e i 20 anni, non tutte escort, perché si limitavano a fare la ragazza-immagine ed allietare le serate con la loro presenza. Fra i clienti soprattutto calciatori, almeno una sessantina. Per Il Giorno fra le ragazze assoldate dalla società di Cinisello Balsamo, anche “studentesse, mantenute dai genitori, che avrebbero accettato il lavoro di ragazza immagine per guadagnare qualche soldo in più per comprare una borsa di marca o un vestito”.
I due responsabili dell’agenzia saranno interrogati dalla gip Chiara Valori assieme agli altri due indagati ai domiciliari. Difesi dall’avvocato Marco Martini, si dicono pronti a dare la loro versione.

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