Definirla casa è riduttivo. Una costruzione in mattoni rossi con tetti all’inglese, su due piani. L’edificio è diviso in due parti; si accede da un portone principale, ma anche da due ingressi separati ai lati. Al di sopra di tutto svetta un pinnacolo con una vecchia insegna commerciale. L’edificio si trova in via don Guanella. La via è privata: da una parte c’è un cancello chiuso e dall’altra una sbarra, possono accedervi solo i residenti. È da questa “location” un po’ defilata rispetto al resto di Cinisello Balsamo che aveva sede la Ma.De Milano, un’agenzia di organizzazione di eventi, in realtà nata per mascherare una lucrosa attività di altro tipo. La società è al centro di una indagine della Procura di Milano per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.
Da Cinisello a Mykonos passando per la movida milanese
Man mano che passano le ore si conoscono altri particolari della vicenda che sta mettendo alquanto in imbarazzo il mondo del calcio, ma anche l’ambiente glamour dei locali milanesi. Sembrerebbe che proprio da Cinisello Balsamo i presunti responsabili dell’affaire abbiano voluto fare il salto di qualità gestendo un’antica professione con metodi manageriali, proiettandosi in un business internazionale e sfruttando un’insolita quanto intrigante triangolazione con un vertice ben piantato a Cinisello Balsamo, sede operativa e ricovero temporaneo per alcune ragazze e altri vertici nella Milano della movida – locali, discoteche – e nella greca Mykonos, gettonato lido vacanziero per diversi calciatori facoltosi.
Il pacchetto “all inclusive” per i calciatori
Fra i clienti che pagavano cifre generose all’agenzia c’erano almeno settanta calciatori, la maggior parte dei quali di serie A e altri sportivi, sembra un pilota di Formula 1 e diversi imprenditori. Fra i vari servizi offerti ai clienti anche un pacchetto “all inclusive” del dopopartita che prevedeva una serata in un locale di quelli a cinque stelle della movida milanese, una giovane escort di lusso, l’albergo e magari anche una “sniffata” di gas esilarante. A finire nei guai quattro persone finite agli arresti domiciliari per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione nonché autoriciclaggio dei proventi di questa attività. Una di loro, una giovane donna di 38 anni, è di Cinisello Balsamo, dove ha studiato ed è cresciuta. Anche il compagno è stato arrestato insieme a un paio di collaboratori sodali nell’attività di reclutamento delle giovani escort. Tra privé, champagne e ragazze che offrivano sesso a pagamento, l’organizzazione, secondo gli inquirenti, metteva sul tavolo anche il protossido d’azoto, volgarmente noto appunto come gas esilarante. “È usato come sostanza psicoattiva, ma nel contempo non è rilevabile” annotano gli investigatori. In sostanza, non era un pericolo per i controlli anti-doping cui gli atleti potrebbero essere sottoposti.
Confiscati oltre 1,2 milioni di euro
Contestualmente alle misure cautelari personali, è stata altresì data esecuzione al sequestro preventivo finalizzato alla confisca del profitto del reato di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, per un valore di oltre 1,2 milioni di euro. Gli indagati, secondo quanto afferma la procura, avrebbero avuto entrate del tutto sproporzionate rispetto a quelle dichiarate al Fisco, quasi esclusivamente riconducibili all’attività dell’agenzia di eventi.
La denuncia di una giovane straniera e imbarazzo in città
A dar retta alle “voci di paese”, l’attività proseguiva da anni e l’edificio di via don Guanella ospitava le camere di una decina di ragazze, spesso straniere e di buona presenza. Affermazioni che trovano conferma nelle ultime indiscrezioni trapelate sugli organi di stampa. Nell’ordinanza di custodia cautelare si leggono anche alcune intercettazioni. In una di queste una giovane afferma di essere rimasta incinta dopo un rapporto non protetto. Nello stabile di via don Guanella sembra ci fosse anche una discoteca abusiva, attiva pure nel periodo del lockdown.
Sembra che il vaso di Pandora sia stato scoperchiato dalla denuncia di una giovane straniera che, nell’estate del 2024, ha consentito di accendere il faro sugli arrestati. La ragazza ha svelato di aver vissuto nell’appartamento di Cinisello Balsamo di proprietà della principale della donna finita agli arresti domiciliari assieme al suo compagno. A Cinisello Balsamo, intanto, la vicenda sembra passare un po’ sottotraccia, forse per l’imbarazzo per il fatto che una delle protagoniste oggi ai domiciliari sia proprio cinisellese.




