Sab. 22 Giu. 2024
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Sul Bondone Almeida bravissimo, Thomas si riprende la maglia rosa, Roglic in difficoltà

In affanno lo sloveno, strepitoso Almedia. Il francese Admirail perde il primato in classifica. Oggi finalmente una tappa spettacolare

Oggi sui tornanti del Bondone abbiamo assistito al capolavoro di Joao Almeida che, fiutata la condizione di Roglic che non era al 100%, si è prodotto nell’allungo decisivo nei chilometri finali dopo una tappa controllata dai Jumbo Visma. Sembrava volesse nascondersi lo sloveno – giocare ancora con i tatticismi – e invece era  davvero in difficoltà. Dietro al portoghese si è mosso con tempismo Thomas e i due sono andati d’amore e d’accordo sino al traguardo. Nel testa a testa finale l’ha spuntata Almeida mentre Roglic ha perso 25 secondi. Nella nuova classifica il portoghese è a 18″ e Roglic a 22″. Si apre una nuova pagina del Giro, avvincente e spettacolare.

Che Almeida fosse forte lo si sapeva già dall’inizio di questo Giro. Fra i più esperti della carovana, si faceva spesso il suo nome e oggi ha dimostrato interamente il suo valore. Ottima la prestazione anche di Geraint Thomas che si riprende la maglia rosa. Ora il Giro di Roglic rimane un’incognita. Per lui si è trattato solo di una giornata di crisi oppure è una spalla inferiore rispetto agli avversari?

Tante salite e un finale da paura

La tappa si presentava verticale, alla vigilia, con lo spauracchio del monte Bondone nel finale. Il menu di giornata prevedeva al km 76.8 il Passo di Santa Barbara – m 1169 (1ª cat.); al km 84.2 il Passo Bordala – m 1253 (3ª cat.); al km 116.4 il Matassone – m 832 (2ª cat.); al km 153.5 il Serrada – m 1250 (2ª cat.) e, infine, l’arrivo in salita al Monte Bondone – m 1632.

Come ormai da copione nelle ultime tappe del Giro, parte una fuga di una decina di corridori nei primi chilometri, mentre il gruppo con i big lascia fare, tuttalpiù controlla che il tentativo non assuma dimensioni spropositate. I corridori all’attacco sono prima 17, poi diventano 26. Ci sono i soliti volonterosi della Green Project-Bardiani CSF-Faizanè della famiglia Reverberi e altri elementi che sanno andare in salita.

Il gruppo dei fuggitivi è composto da 17 corridori, che poi diventano 26: Aurélien e Valentin Paret-Peintre (AG2R Citroën), Christian Scaroni, Vadim Pronskiy (Astana Qazaqstan), Cesare Benedetti, Patrick Konrad (Bora-hansgrohe), Jack Haig, Jonathan Milan (Bahrain Victorious), Thomas Champion, Jonathan Lastra (Cofidis), Ben Healy (EF Education-EasyPost), Mattia Bais (Eolo-Kometa), Davide Gabburo, Filippo Magli, Martin Marcellusi, Alessandro Tonelli (Green Project-Bardiani CSF-Faizanè), Salvatore Puccio, Ben Swift (Ineos Grenadiers), Derek Gee (Israel-Premier Tech), Carlos Verona (Movistar), Michael Hepburn, Filippo Zana (Jayco AlUla), Nicolas Dalla Valle, Veljko Stojnić (Team Corratec-Selle Italia), Toms Skujiņš (Trek-Segafredo) e Diego Ulissi (UAE Team Emirates).

Nel gruppo dei big, intanto, lavorano i corridori della maglia rosa Armirail e i compagni di squadra di Roglic per tenere sotto controllo la fuga che raggiunge un vantaggio gestibilissimo.

Con l’avanzare dei chilometri le salite fanno selezione e il gruppetto davanti si assottiglia sempre più. Si forma quindi un manipolo di uomini così composto: Aurélien e Valentin Paret-Peintre (AG2R Citroën), Patrick Konrad (Bora-hansgrohe), Jack Haig (Bahrain Victorious), Jonathan Lastra (Cofidis), Ben Healy (EF Education-EasyPost), Ben Swift (Ineos Grenadiers), Derek Gee (Israel-Premier Tech), Carlos Verona (Movistar), Filippo Zana (Jayco AlUla), Diego Ulissi (UAE Team Emirates) e Vadim Pronskiy (Astana Qazaqstan).

Il gruppo con i big intanto recupera sempre più terreno e sul Bondone la squadra di Roglic, la Jumbo Visma, scopre definitivamente le carte con  l’azione di Rohan Dennis che screma il gruppo dei migliori chilometro dopo chilometro. Davanti il gruppetto dei fuggitivi perde sempre più i pezzi e si riduce a otto unità con Aurélien Paret-Peintre, Pronskiy, Konrad, Haig, Swift, Verona, Zana e Ulissi.  In evidenza soprattutto Zana e Verona che sono gli ultimi a cedere. Esaurita l’azione dei Jumbo Visma è la UAE Team Emirates  a prendere in mano la regia della corsa imponendo un ritmo infernale. Il gruppetto dei leader esplode e davanti rimangono solo Almeida, Thomas, Roglic, Kuss, Zana, Dunbar  e Thomas Geraint.

Nel finale, come detto, si muove un Almeida scatenatissimo, che si accorge della difficoltà di Roglic che si mette in scia al compagno Kuss per limitare i danni. Thomas Geraint è l’unico ad avere la forza di seguire il portoghese e rilancia l’azione. In tandem arrivano a disputarsi la volata finale vinta dal portoghese. Il Bondone è stato oggi onorato da una grande tappa.

La salita di Charly Gaul

Fra i vincitori del passato sulla salita del Bondone si ricordano la storica affermazione nella tempesta di Charly Gaul nel 1956 e la vittoria di Miro Panizza.

Ordine d’arrivo

1. Almeida João (UAE Team Emirates) in 5:53:27
2. Thomas Geraint (INEOS Grenadiers)
3. Roglic Primož (Jumbo-Visma) a 0:25
4. Dunbar Eddie (Team Jayco AlUla)
5. Kuss Sepp (Jumbo-Visma) a 1:03
6.  Van Wilder Ilan (Soudal – Quick Step) a 1:16
7. Caruso Damiano (Bahrain – Victorious)
8. Rubio Einer Augusto (Movistar Team)
9. De Plus Laurens (INEOS Grenadiers)
10. Arensman Thymen (INEOS Grenadiers)

Classifica generale

1. THOMAS Thomas Geraint (INEOS Grenadiers) in 67:32:35
2. ALMEIDA almeida João (UAE Team Emirates) a 0:18
3. Roglic Primož (Jumbo-Visma) a 0:29
4. Caruso Damiano (Bahrain – Victorious) a 2:50
5. Dunbar Eddie (Team Jayco AlUla) a 3:03
6. Kamna Lennard (BORA – hansgrohe) a 3:20
7. Armirail Bruno (Groupama – FDJ) a 3:22
8. Leknessund Andreas (Team DSM) a 3:30
9.  Arensman Thymen (INEOS Grenadiers) a 4:09
10. De Plus Laurens (INEOS Grenadiers) a 4:32

 

 

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