Mer. 19 Giu. 2024
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Come proteggere la merce durante le spedizioni

Tra i problemi logistici che attanagliano le imprese, ce n’è uno diventato predominante: la gestione dell’imballaggio delle merci. In un mondo globalizzato, far giungere a destinazione dei propri partner commerciali le merci, dopo un lungo viaggio che può comportare l’attraversamento non solo di una nazione, ma anche di interi continenti, è una priorità. E non conta solamente farlo, ma farlo con la dovuta attenzione, assicurandosi che il prodotto non subisca rotture o rovinamenti. Per essere considerati fornitori seri e affidabili è necessario avere sotto controllo tutte le fasi di confezionamento delle merci in uscita, altrimenti il rischio in caso di danni sarà una riduzione del guadagno e, ancora peggio, della propria reputazione. Fondamentale per proteggere in maniera ottimale le merci imballate durante il percorso è avere un perfetto imballaggio esterno e interno, una chiusura sicura e un’etichetta di spedizione che rispetti le normative più recenti. Tutto questo sprecando il meno possibile: scatole troppo grandi provocano un aumento dei costi di imballaggio e delle spese di spedizione. Tra i rischi più comuni in cui si può incappare perforazioni e abrasioni, generate se la merce spedita entra in contatto con altre superfici; compressione, esposizione ad agenti atmosferici che danneggiano il prodotto e compromettono l’integrità dell’imballaggio; movimentazione e urti.

Tipologie di imballaggio: primario, secondario e terziario

Per legge il confezionamento di un prodotto prevede diversi strati di imballaggio, suddivisi in tre categorie: il più interno è l’imballaggio primario, pensato per costituire un’unità di vendita commercializzabile, che consente l’identificazione e la promozione del prodotto. A svolgere un ruolo di protezione di questo packaging è l’imballaggio secondario, il quale permette l’accatastamento e la pallettizzazione delle merci durante le fasi di trasporto e stoccaggio. Infine, l’imballaggio terziario, noto anche come pallet, è un packaging che facilita la movimentazione delle merci sui mezzi di trasporto e ne garantisce la sicurezza durante il trasferimento, inglobando l’imballaggio secondario.

A determinare la scelta dei materiali di protezione partecipano una serie di fattori, in primis le caratteristiche del prodotto quali stato (liquido, solido, gassoso), peso, volume, fragilità, stabilità, livello di pericolo, ecc… ma anche il processo di produzione e confezionamento. Conterà anche la gestione del trasporto e dello stoccaggio, che include il tempo in cui il prodotto resterà stoccato, i metodi di trasporto impiegati (se possono esserci vibrazioni in grado di danneggiare o meno le merci ad esempio), la quantità di operazioni di carico e scarico, nonché le condizioni ambientali. Da non sottovalutare anche legislazione e regolamenti che influiscono sulle caratteristiche dell’imballaggio, da quelli tecnici come l’ISO a quelli legati alla gestione delle merci pericolose, fino ad arrivare alle normative che regolano i trasporti internazionali.

Imballaggio interno

Per riuscire a far arrivare al cliente senza intoppo un articolo e consegnarglielo integro, l’azienda che spedisce dovrà necessariamente conoscere l’imballaggio più adatto ad avvolgere il prodotto. Durante una spedizione possono verificarsi un quantitativo di sollecitazioni, colpi, cadute e pressioni inimmaginabili, quindi non tener conto del contenuto, e in via riflessa del tipo di packaging che lo avvolgerà, significherà pagarne le conseguenze. Perciò, l’interno dell’imballaggio dovrà essere sufficientemente imbottito, svolgendo il ruolo di ‘cuscinetto’ per ammortizzare le sollecitazioni meccaniche e proteggere da cadute e schiacciamenti. Non solo: serve anche a impedire il contatto diretto tra diversi articoli spediti nello stesso pacco e a escludere quelli con l’imballaggio esterno. Sul mercato si trovano diversi prodotti adatti a questo compito e commercializzati da realtà come Emme Cinque.
Tra questi troviamo: pluriball; patatine in polistirolo, perfette per coprire le fessure vuote nella scatola; la carta kraft, accartocciata e posizionata attorno alla merce; un film protettivo, se c’è il rischio che gli articoli entrino a contatto con acqua o umidità.

Imballaggio esterno

A prescindere dall’oggetto da spedire e dal suo grado di fragilità, è fondamentale impiegare contenitori integri e robusti. Per le merci poco ingombranti e a basso rischio danneggiamento, è possibile optare per buste imbottite in plastica pluriball, che non graffia e non lascia tracce. In caso di prodotti voluminosi, perfette le classiche scatole di cartone, meglio se doppiamente o triplicemente ondulate perché più robuste e quindi immuni alla rottura accidentale. Per spedizioni importanti, tradizionale opzione sono le casse di legno o i container. A protezione di quest’ultimi le catene disidratanti, composte da materiali assorbenti che tutelano le merci, etichette incluse, da intemperie e umidità.

Le dimensioni dovranno essere adeguate all’oggetto: se troppo grandi, rischierà di muoversi eccessivamente durante il trasporto, danneggiandosi. Un po’ di spazio tra il contenitore e la merce tuttavia andrà lasciato, per inserire imballaggio ammortizzante come la carta di riempimento, specialmente se gli articoli inseriti sono fragili. Imprescindibile l’integrità della confezione, che dovrà essere priva di fori o strappi. In fase di sigillatura con nastro adesivo, tutti i lati della scatola, comprese fessure e angoli, andranno presi in considerazione, per non far fuoriuscire nulla ed evitare danneggiamenti. Resistente all’acqua e alle alte temperature il nastro adesivo in PVC, ideale per scatole pesanti od oggetti con angoli sporgenti. Durante il trasporto, per consentire un perfetto fissaggio della merce al bancale ed evitare pericolosi movimenti indesiderati, entra in gioco il film estensibile, in grado di proteggere anche da polvere, sporco e umidità.

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