Mer. 08 Dic. 2021
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Acetone nei bambini: niente paura, vediamo come intervenire rapidamente

I disturbi gastrici possono essere un fastidio, ma non c'è da temere. Ecco che cosa occorre sapere e qualche utile consiglio

Sia gli adulti sia i bambini, e più frequentemente questi ultimi, possono essere interessati da qualche lieve disturbo gastrico che non deve causare eccessiva preoccupazione. In particolare, uno dei disturbi più frequenti dai 2 ai 10 anni di età è l’acetone nei bambini . Sarà capitato ad alcuni genitori, infatti, di avvertire uno strano odore di frutta troppo matura provenire dall’alito dei loro piccoli… Infatti è un sintomo tipico! Scopriamo subito di cosa si tratta e come gestire questa condizione.

Acetone, di cosa parliamo?

Si tratta  di una disfunzione temporanea delle attività metaboliche, innescata da una mancanza di zuccheri. Quando mancano gli zuccheri, l’organismo produce energia dai grassi.

Partiamo da una premessa importante per capire meglio questa condizione. Per adempiere a tutte le proprie funzioni normali e biologiche, il corpo umano necessita di “nutrirsi” di energia. L’energia, vero carburante naturale, è ricavata dal cibo. Durante il metabolismo, i carboidrati sono convertiti in zuccheri; questi, in forma di glucosio, sono poi assimilati dal sangue e forniscono la quota energetica necessaria a tutto l’organismo. Dunque, in parole povere, la nostra energia deriva dallo zucchero.

In sintesi, questo è il fisiologico meccanismo del metabolismo che può variare per una serie di ragioni. Uno tra questi è l’inadeguato apporto di carboidrati nella dieta alimentare, con un conseguente deficit della “benzina” necessaria a produrre energia necessaria all’organismo. In questa condizione, si innesca un processo diverso, alternativo, una sorta di “piano B”.

Tale processo secondario consente di ottenere l’energia necessaria dai grassi immagazzinati nelle cellule dell’adipe. In seguito a questo “piano B”, chiamato “acetone o “chetosi”,  nel sangue finiscono molecole di scarto: i corpi chetonici.

Come compare l’acetone nei bambini?

L’acetone non è una patologia, ma una condizione di alterazione metabolica che si manifesta con sintomi quali:

  • Alito che odora di frutta troppo matura
  • Sensazione di malessere
  • Dolore di testa
  • Nausea talora seguita dal vomito, spesso violento: attenzione alla disidratazione, più facile nei bambini
  • Astenia
  • Presenza di dolori all’addome, mal di pancia.

Non dobbiamo spaventarci perché l’acetone si risolve normalmente nell’arco di un paio di giorni.

Perché può comparire l’acetone nei bambini?

L’acetone può insorgere in seguito a un aumentato dispendio di energia da parte del corpo, conseguenza di differenti situazioni e fattori. Può comparire dopo un episodio di febbre, in seguito a un digiuno, a causa di stress o dell’abuso di alimenti grassi: sono abbastanza noti i problemi di salute associati al consumo di carne rossa, processata, salumi, insaccati non privati del grasso, patatine, altri alimenti fritti: l’alimentazione sana è fondamentale, sin da bambini.

L’acetone può comparire in seguito a condizioni che, per essere fronteggiate, necessitano di un maggior apporto di energie e dunque di zuccheri. Possiamo riconoscere alcune condizioni che possono determinare l’acetone:

  • Rialzo febbrile
  • Condizioni emotive di stress
  • Digiuno
  • Poco appetito
  • Sforzi fisici
  • Dieta con molti grassi
  • Malattia diabetica
  • Malattie del metabolismo.

Frequentemente, l’acetone può insorgere dopo un episodio febbrile intenso, che può causare un eccessivo consumo di energia da parte dell’organismo e rallentare il normale processo di smaltimento dei corpi chetonici (o chetoni) dal sangue.

Come gestire l’acetone nei bimbi?

 

Per qualunque dubbio o timore non esitiamo a contattare il pediatra. uno dei consigli di salute e benessere,  è il trattamento principale che consiste nella reintroduzione degli zuccheri di cui il piccolo è carente. In caso di vomito intenso, il piccolo va reidratato. Possiamo intervenire somministrandogli una bevanda con zuccheri e sali minerali, succhi di frutta, qualche sorso di camomilla dolcificata con miele o anche solo  acqua in cui avremo sciolto un cucchiaino di zucchero.

Dovremmo seguire l’accorgimento di far bere il piccolo con frequenza e con piccoli sorsi. Evitiamo lunghe sorsate, poiché potrebbero non essere tollerate dallo stomaco e stimolare nuovamente il vomito.  Questo tipo di accortezza rapido serve a ripristinare nel corpo la quantità idonea di zucchero subito fruibile e convertito in energia.

Successivamente, dovremo impostare una dieta adeguata da far seguire ai bimbi interessati  da acetone, fino a quando il loro stomaco si sarà completamente ristabilito. Cosa introdurre nella dieta? Ecco un elenco di alimenti consigliati:

  • Latte scremato
  • Yogurt magro
  • Pane, fette biscottate
  • Marmellata, miele
  • Frutta, succhi di frutta
  • Tè deteinato, camomilla
  • Pasta, riso, semolino
  • Brodo vegetale
  • Carni bianche cotte con metodi leggeri (a vapore, ai ferri)
  • Pesce, ricco di Omega 3
  • Legumi, valida fonte proteica
  • Verdure fresche di stagione
  • Olio extravergine di oliva in piccole quantità

Acetone negli adulti: perché può insorgere e come affrontare questa situazione?

Come abbiamo accennato all’inizio di questo articolo, è altresì possibile, anche se meno frequente che la chetosi o acetone insorga anche nelle persone adulte. Solitamente, l’acetone nelle persone adulte può manifestarsi in presenza di alcune patologie metaboliche, come per esempio il diabete o malattie del pancreas; anche durante la gestazione può verificarsi questa evenienza, così come durante un periodo di grande stress, ma anche per un consumo massiccio di alcolici, per via di un digiuno prolungato o durante un’alimentazione povera di carboidrati.

Anche nel caso delle persone adulte è possibile notare come le circostanze che promuovono l’acetone o chetosi includano situazioni in cui l’organismo deve fare ricorso a grandi riserve energetiche, consumando i glucidi e attingendo ai grassi.

 

 

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