Sab. 27 Nov. 2021
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Criptovalute: ecco dove si concentrano gli investimenti dei trader

Oggi, da una parte le Borse sono affollate da valute digitali e strumenti finanziari fondati sulla blockchain. Dall’altra i trader conoscono fin troppo bene le incredibili potenzialità economiche delle varie crypto disponibili e sono dunque ogni giorno più interessati a trattarne di nuove, in maniera tale da arricchire il proprio portafogli

Quando, nel 2009, il Bitcoin si affacciò per la prima volta nel mercato, era di fatto l’unica criptovaluta a disposizione degli investitori, che nutrivano dei comprensibili dubbi sulla sua utilità, oltre che sui suoi possibili sviluppi futuri. Oggi invece il panorama è decisamente cambiato: da una parte le Borse sono letteralmente affollate da valute digitali e strumenti finanziari fondati sulla blockchain. Dall’altra i trader conoscono fin troppo bene le incredibili potenzialità economiche delle varie crypto disponibili e sono dunque ogni giorno più interessati a trattarne di nuove, in maniera tale da arricchire il proprio portafogli.

Infatti, gli investimenti in criptovalute stanno riscuotendo un successo sempre maggiore, in particolare per quanto riguarda alcuni crypto token come, ad esempio, Bitcoin, Ripple ed Ethereum. Le diverse valute digitali hanno infatti storie differenti e, soprattutto, possono trovarsi a vivere momenti diametralmente opposti all’interno dei mercati. Ad esempio, il sopracitato Bitcoin potrebbe essere protagonista di una piccola/grande contrazione, proprio nei giorni o nelle ore in cui crypto alternative come appunto Ripple o Ethereum vedono la propria quotazione salire alle stelle. Il tutto senza mai dimenticare che mondo del trading online è in continuo movimento e che ogni giorno è quello buono per la nascita di un nuovo protagonista.

Regole base della criptovaluta

Prima di capire quali siano le migliori criptovalute su cui investire in questo momento storico, sarà sicuramente utile fare un piccolo passo indietro, in modo tale da spiegare per lo meno le regole alla base della valuta digitale. Iniziamo col dire che la valuta digitale in effetti non esiste all’interno del mondo fisico: non viene emessa da enti o zecche e può venire comprata, scambiata o venduta soltanto ricorrendo a piattaforme telematiche come ad esempio i broker. Dopodiché la criptovaluta, come ben suggerito dal prefisso “cripto”, è una valuta protetta da crittografia: una valuta nascosta a tutti gli effetti, che non può essere acquistata a meno che non si disponga di una specifica password.

Ultimo, ma non ultimo, il prezzo di ogni criptovaluta viene stabilito solo ed esclusivamente dal suo creatore. Questo sistema di attribuzione di valore fa sì che le valute digitali obbediscano soprattutto alla legge della domanda e dell’offerta: questo vuol dire che, se gli investitori continuano a mostrare interesse verso una specifica crypto, il suo prezzo può continuare a crescere in modo addirittura esponenziale.

Quali criptovalute monitorare

Per capire quali siano le principali criptovalute da monitorare, è opportuno seguirne l’andamento. Il modo migliore per farlo consiste sicuramente nel tenere d’occhio i cosiddetti “segnali di trading”. I segnai di trading sono delle previsioni finanziarie realizzate da analisti ed esperti del settore: uno studio che parte dalle prestazioni recenti dell’asset in questione, per elaborare dati plausibili circa i suoi sviluppi futuri.

Da questo punto di vista, moltissimi professionisti finanziari sono convinti che il 2021 continuerà ad essere un anno d’oro per Bitcoin: la crypto più famosa del mondo, che è riuscita a centrare una capitalizzazione record da 3,1 miliardi sul Tether. Occhi puntati anche su Ethereum, che nei primi mesi dell’anno è riuscito a triplicare il proprio valore di mercato. Al contrario Ripple ha iniziato l’annata con prestazioni tutt’altro che positive, che probabilmente vanno imputata a ragioni in qualche modo extra-finanziarie: l’azienda madre Ripple Labs ha infatti iniziato un contenzioso con la SEC (Securities and Exchange Commission), ovvero l’ente federale che si occupa di vigilanza e controllo della Borsa statunitense. Un evento in qualche modo slegato dall’attività degli investitori in rete, che però ha avuto palesi ripercussioni sull’andamento di questa specifica valuta digitale.

 

 

 

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