Tempi stretti e ritmi serrati anche per le procedure legislative. Ancora una volta il premier Conte ha introdotto nuove disposizioni, imposte da un virus che da più di un mese non dà tregua. Cambia di nuovo il documento di autocertificazione (scarica qui) che permette di giustificare gli spostamenti.
Il nuovo documento include la voce “dichiara di essere a conoscenza delle misure di contenimento del contagio (…), quasi a voler ribadire che anche in questo caso “ignorantia legis non excusat”.
Il nuovo decreto, entrato in vigore il 26 Marzo, oltre a dare continuità a disposizioni già in vigore, inasprisce le sanzioni previste per i trasgressori delle misure di contenimento in questione. Ad oggi, al trasgressore potrebbe essere commin
ata una sanzione amministrativa quantificabile in una somma minima di 400 euro fino ad arrivare a un massimo di 3000 euro, con la possibilità di incrementare di un terzo la somma, se l’infrazione avviene utilizzando un veicolo. Il numero dei contagi accertati, dei guariti e purtroppo anche il numero dei morti continuano a crescere in modo sostenuto.
Come è noto, il Coronavirus ha colpito il nostro paese in diversa misura da regione a regione. Avendo contezza di ciò, è stata riconosciuta maggiore libertà di intervento ai Presidenti di Regione. Il nuovo decreto, in caso di “situazioni sopravvenute di aggravamento del rischio sanitario”, autorizza le regioni ad introdurre in autonomia misure ulteriormente restrittive.
Rimangono tutt’ora valide le disposizioni precedentemente varate:
– divieto assoluto di allontanarsi per chi è stato sottoposto alla misura della quarantena;
– divieto di allontanarsi dalla propria residenza, domicilio o dimora in assenza di comprovati motivi lavorativi, di salute o altre urgenze;
– divieto di allontanamento dal comune in cui ci si trova;
– divieto delle riunioni o di formare assembramenti in luoghi pubblici e sospensione delle cerimonie civili e religiose;
– chiusura delle attività produttive non essenziali o strategiche per far fronte all’emergenza.
La tensione rimane alta nelle istituzioni, nella maggior parte della popolazione ma non è così per tutti. Per un totale di 2.675.113 persone controllate dalle autorità, in 118.475 casi è scattata la denuncia. Se vogliamo, 118.000 “sbadati” sono anche pochi su 60 milioni di abitanti, ma rimangono troppi in una lotta in cui per vincere è indispensabile il contributo di tutti.
di Antonio Arceri @aarceri991






