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Maturità 2019: i risultati e un giudizio

Maturità 2019: i risultati e un giudizio
luglio 23
15:32 2019

NORD MILANO – – Archiviata la maturità, ormai è tempo di vacanze e meritato riposo per gli studenti nordmilanesi che, a dispetto delle previsioni nefaste dettate dalle nuove modalità dell’Esame di Stato, tutto sommato sono stati piuttosto bravi. Circa 1500 gli studenti che si sono diplomati nei principali Istituti del territorio, tra cui il Liceo G.Casiraghi negli indirizzi classico, scientifico e linguistico, l’I.I.S. E. Montale, tecnico e professionale e l’ I.T.I.S. Cartesio afferenti al complesso del Parco Nord, bacino d’utenza di molti studenti dell’hinterland milanese, l’Erasmo da Rotterdam per scienze umane e linguistico, l‘I.I.S. E.De Nicola e l’ I.I.S. A.Spinelli, o ancora il complesso delle Opere Sociali Don Bosco con l’E. Breda e l’ istituto professionale E. Falck. Al netto di pochissimi studenti risultati non diplomati, la percentuale di promossi è trasversale a tutti gli indirizzi.

Si distingue per il numero di diplomati con il massimo dei voti il Liceo G. Casiraghi, che, su 282 promossi, ne annovera ben 17 (2 in ciascuna classe del liceo linguistico, 5 al Classico e 4 allo Scientifico) cui si aggiunge 1 100 e lode nella seconda sezione del Classico. Da notare anche un 100 e lode tra i tabelloni del I.T.I.S. Cartesio.

Don Luigi Mapelli, ha avuto sott’occhio l’intero panorama, essendo preside dell’ E. Breda Opere Sociali Don Bosco che comprende l’Istituto Tecnico Tecnologico, ramificato in Elettronica, Informatica, Elettrotecnica, Meccanica e Meccatronica, e i Licei Scientifico, Scientifico Scienze Applicate e Scienze Umane: “Oltre 247 allievi hanno svolto bene l’Esame di Stato – ha commentato don Mapelli – bene anche le commissioni che erano molto preparate sulla nuova normativa. La novità più grande è che non ci sono state le interrogazioni precise, puntuali e metodiche come avveniva gli anni scorsi. La nuova maturità è stata impostata maggiormente su lavori e presentazioni che ha portato lo studente, che sono il risultato del lavoro che ha fatto l’Istituto e il consiglio di classe durante il triennio”. Dunque, di fatto, nessuna temuta sorpresa per i giovani maturandi, anzi sorprendentemente positivo è risultato l’atteggiamento delle commissioni e la risposta creativa degli studenti nell’argomentare il tema emerso dalla fatidica busta: “Le commissioni si sono lasciate provocare da questo nuovo stile che mette al centro il protagonismo degli studenti – ha aggiunto il Preside – è stato molto interessante verificare come hanno trovato i collegamenti, è emersa la creatività di tutti. Ampi collegamenti venivano poi raffinati nella sintesi”. Ed è questo il punto che don Mapelli indica come elemento positivo emerso dalla nuova maturità: “Con una maturità così – ha sottolineato – occorre fare un lavoro durante l’anno che abiliti gli studenti alla capacità di sintesi. Gli insegnanti devono diventare sempre più abili a non proporsi in compartimenti stagni, le materie devono dialogare tra loro e le conoscenze dovrebbero essere proposte in modo differente, non solo attraverso la manualistica”.

La seconda prova ne è stata la dimostrazione pratica : “Si è molto percepita la multidisciplinarietà, in tutti gli indirizzi – ha proseguito nella sua analisi don Luigi Mapelli – occorre per questa ragione spaziare tra le varie materie e non essere chiusi, perché la difficoltà potrebbe nascere dal fatto che ne sai affrontare una piuttosto che un’altra e diventa difficile metterle insieme, dobbiamo essere capaci di proporre una prova dove l’insieme di più materie è chiaro e permette di andare a recuperare le conoscenze”. Occorre un circolo virtuoso del mettersi in gioco di tutti gli insegnanti, nella scuola del futuro si delinea la necessità di abilitarsi a rendere protagonisti gli studenti anche della gestione del loro sapere: “Positiva questa maturità – ha concluso don Mapelli – perché è quello che viene richiesto oggi nel mondo delle aziende, saper lavorare in equipe, soft skills, persone che sappiano confrontarsi in modo critico, perché chi lavora in equipe sa portare la propria idea motivandola e giustificandola, ascoltando e accettando quella degli altri e a livello universitario è quello che viene richiesto. Tutta questa preparazione dovrebbe avvenire nel triennio di scuola superiore e sarebbe un buon lavoro sociale nei confronti dell’ordine di conoscenza superiore”. Questa è la grande conquista di maturità.

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Micol Mule

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