Ven. 03 Dic. 2021
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Esternalizzazione nido Cinisello: scontro tra Rsu e maggioranza

[textmarker color=”E63631″]CINISELLO BALSAMO[/textmarker] – Dopo il consiglio comunale di Cinisello Balsamo durante il quale è avvenuta la manifestazione di dipendenti, sindacati ed educatrici, contrari all’esternalizzazione dell’asilo nido Il Girasole, e che si è concluso con l’abbandono dell’aula da parte dei consiglieri della maggioranza, Rsu e forze politiche di governo hanno emanato due comunicati stampa nei quali precisano le loro posizioni.

“Se l’amministrazione vuole raggiungere l’obiettivo elettorale dell’ h24 ci deve mettere i soldi, non lo possiamo pagare noi lavoratori con i nostri stipendi; i vigili devono essere coinvolti in questo percorso che stravolge il loro lavoro e le loro vite; i nidi comunali non si esternalizzano, si può potenziare la polizia locale gradualmente senza per forza rinunciare a servizi di qualità; bisogna assumere anche in tutti gli altri settori del Comune che presentano forti criticità”, le posizioni delle Rsu dei dipendenti comunali esposte durante l’incontro in consiglio con i capigruppo.

“In particolare viene fatta chiarezza su alcune affermazioni non veritiere rilasciate alla stampa dal sindaco e da alcuni assessori, secondo cui il nido Il Girasole verrebbe esternalizzato perché 11 educatrici avrebbero chiesto di essere trasferite negli uffici, presentando un certificato che attesta la loro inidoneità al lavoro. Totalmente falso. Si ribadisce infatti che allo stato attuale soltanto una educatrice, tra quelle a cui il medico del lavoro ha certificato l’idoneità con delle limitazioni, ha presentato domanda di mobilità interna. L’incontro si chiude con l’auspicio del presidente del consiglio affinché venga riaperto un tavolo di trattativa con l’amministrazione, perché alla frattura è sempre preferibile il dialogo. Si torna in aula. A questo punto il presidente prende la parola per riassumere all’Aula i contenuti dell’incontro, ma appena accenna all’invito di riaprire il confronto tra amministrazione e lavoratori, buona parte dei consiglieri di maggioranza e il sindaco si alzano e abbandonano i loro banchi, offrendo una prova inequivocabile di rottura e indisponibilità al dialogo. Qualcuno pare li abbia visti rinchiudersi in un ufficio a mangiare un panettone. L’agitazione continuerà fino alla riapertura del confronto e al raggiungimento di un accordo. Siamo parte rilevante di questo ente e della sua organizzazione, faremo comprendere all’amministrazione che non ha senso governare contro i propri lavoratori”, la chiosa dei portavoce delle sigle sindacali.

Ecco la posizione dei partiti di maggioranza: “A seguito della riunione dei capigruppo che si è svolta a margine del consiglio comunale, durante la quale è stata ascoltata la posizione dei sindacati sulla vertenza sui nidi comunali, la maggioranza intende ribadire quanto segue: in merito alla ricollocazione delle educatrici con limitazioni o parziale abilità in altre attività, non vi è alcuna discrezionalità né da parte del datore di lavoro né da parte del lavoratore. Infatti, il datore di lavoro ha l’obbligo (e non facoltà) di destinare il lavoratore ad attività compatibili con la limitazione certificata dal medico del lavoro a seguito delle obbligatorie e periodiche visite del personale. Anche nel caso di mantenimento del nido a gestione diretta, le educatrici con limitazioni dovranno essere obbligatoriamente ricollocate all’interno dell’organizzazione comunale”.

“Ciò comporterebbe la necessità di assumere un numero di educatrici corrispondente a quelle ricollocate, riducendo in questo modo la possibilità assumere altro personale da destinare ad altri settori. L’ affidamento del nido la Trottola ad Ipis, deciso con le medesime modalità e motivazioni dalla precedente amministrazione, è avvenuto con successo e ha dato riscontri positivi. Questa scelta non è andata a discapito della qualità del servizio e dell’offerta pedagogica e l’amministrazione comunale non ha in alcun modo perso il ‘controllo’ del servizio. Come si è deciso nel 2016, la supervisione, il piano di formazione e il coordinamento pedagogico rimane in capo al Comune. Non avverrà alcun taglio dei servizi educativi, così come non è avvenuto nella precedente esperienza. Esternalizzazione non vuol dire ‘privatizzazione’, la gestione pubblica del servizio rimane pubblica, essendo condotta da un’azienda pubblica (Ipis) direttamente controllata dal Comune. Le ipotesi di licenziamenti o di trasferimento forzato ad Ipis non hanno alcun fondamento, né di natura tecnica, né politica”.

Lo scontro resta aperto.

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