Mar. 26 Ott. 2021
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Sesto, minaccia di darsi fuoco al pronto soccorso

[textmarker color=”E63631″]SESTO SAN GIOVANNI[/textmarker] – Torna la paura al pronto soccorso dell’ospedale di Sesto San Giovanni dove domenica notte un uomo di 39 anni ha cercato di darsi fuoco dopo aver invano minacciato il personale ospedaliero nel tentativo di farsi ricoverare in reparto.

L’uomo, a quanto si è appreso, avrebbe detto di essere affetto da ludopatia e di non riuscire a resistere alla tentazione di giocare alle slot. I medici hanno in ogni modo cercato di spiegargli di non essere in grado di aiutarlo, ma l’uomo si è alterato e dopo aver fracassato una vetrata si è cosparso di benzina minacciando di darsi fuoco. E’ stato fermato dagli agenti di polizia che lo hanno bloccato. Dopo ore di permanenza al commissariato di Sesto è stato trasferito in un ospedale psichiatrico in trattamento sanitario obbligatorio.

“Questo episodio rappresenta l’ennesimo atto di violenza su cui non possiamo più tergiversare. Da tempo come Organizzazione Sindacale Fials Asst Nord Milano chiediamo un investimento maggiore sulla sicurezza del personale sanitario soprattutto quello del pronto soccorso che rappresenta la prima porta di accesso dei nosocomi”, si legge in una nota della Fials firmata da Vincenzo De Martino.

“Settimana scorsa si è tenuta con la Direzione Generale dell’ospedale una riunione apposita con le Organizzazioni Sindacali ed Rsu sul tema della sicurezza nei pronti soccorsi, dove ci sono state date rassicurazioni di investimento attraverso istallazione di telecamere, potenziamento vigilanza coinvolgimento della  polizia locale. Come Sindacato ribadiamo l’urgenza di passare ‘dalle parole ai fatti’ in quanto non è più possibile lavorare in queste condizioni di stress e insicurezza, solleciteremo maggiormente la Direzione affinché istituisca il servizio di guardia armata fisso in ogni pronto soccorso dell’azienda. Il personale sanitario non può lavorare con la paura di subire aggressioni sia fisiche che verbali , bisogna agire in tempi brevi con azioni incisive”, si chiude così la nota del sindacato degli infermieri.

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