Mer. 10 Ago. 2022
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Unione Inquilini e Comitato per il Diritto alla Casa Sesto: “Vergogna, il Comune non vuole il dialogo”

[textmarker color=”E63631″]SESTO SAN GIOVANNI[/textmarker] – Il comitato per il Diritto alla Casa e l’Unione Inquilini di Sesto San Giovanni hanno inviato una comunicazione dopo il mancato presidio e confronto in programma l’altra sera quando la seduta di consiglio comunale è saltata come forma di rispetto nei confronti della scomparsa di Andrea Rivolta.

Ecco la nota diffusa:

Il consiglio comunale è andato deserto come atto di cordoglio per la scomparsa del consigliere comunale Rivolta. Il presidio delle famiglie senza casa non ha potuto interloquire con il consiglio comunale nel suo insieme, ma ha comunque chiesto di incontrare l’assessore alla Casa che da mesi si rifiuta di convocare i rappresentanti degli sfrattati nonostante le numerose richieste scritte e i solleciti telefonici.

Le famiglie organizzate nel Comitato per il Diritto alla Casa chiedevano solo quello e sarebbe bastata la convocazione della riunione seduta stante (dato che il consiglio non si sarebbe svolto) per concludere il presidio con un po’ di speranza per le decine di famiglie presenti. E invece no, hanno tentato di tutto: prima il presidente del consiglio comunale ha rifiutato con atteggiamento sprezzante di interloquire con i presenti; poi la segretaria del sindaco si è resa disponibile a fissare un incontro con il sindaco precisando però che sulle questioni relative alla casa solo l’assessore ha voce in capitolo; poi hanno dichiarato di avere difficoltà a stabilire un contatto con l’assessore che non si è presentato in consiglio; finalmente hanno deciso di telefonare all’assessore D’Amico, ma hanno trovato il telefono occupato; quindi il presidente del consiglio comunale si è fatto garante di un incontro con il sindaco che però, lo ribadiamo, non è in grado di dare alcuna risposta sul tema casa; incredibilmente dopo un’ora e mezza hanno comunicato che l’assessore aveva risposto e che si sarebbe messo in contatto con l’avvocato del sindacato; infine hanno tentato per l’ennesima volta di convincerci che il problema era risolto, ma la telefonata di 15 minuti con l’assessore non ha partorito nessuna data e nessun impegno.

Le persone presenti, prevalentemente famiglie con bambini, famiglie ospiti della Casa Rossa, mamme con figli minori, hanno deciso con chiara determinazione di occupare gli scranni della sala consiglio e di aspettare una risposta. A più riprese si è svolto qualche sprazzo di assemblea, si sono avvicendati interventi di valutazione su quanto accadeva, sono partiti slogan per sollecitare una risposta, una data, un atteggiamento di apertura. Il comportamento dei manifestanti è stato incredibilmente compatto, solidale, conscio della provocazione a cui stavamo assistendo, consapevole dell’atteggiamento discriminatorio dell’assessore della Lega e delle scelte antisindacali della giunta intera.

Nessun atteggiamento provocatorio da parte dei manifestanti, nessuna parola sbagliata negli slogan, nessun atto di insofferenza, ma grande determinazione a continuare la mobilitazione contro un’amministrazione comunale che per scelta ideologica è capace di passare cinicamente sopra le sofferenze di centinaia di persone che perdendo la casa rischiano di perdere diritti e dignità.

La mobilitazione non si è conclusa con la data di un incontro, ma è stata comunque molto positiva perché ha dimostrato la capacità di tutti nell’affrontare compatti l’emergenza, nella presa di coscienza che la battaglia non sarà breve, nella determinazione a continuare l’impegno.

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