Mer. 19 Giu. 2024
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Terrorismo, perquisizioni ad Aprilia, contatti sospetti di Amri nella bergamasca

[textmarker color=”E63631″]NORDMILANO[/textmarker] – Proseguono le indagini della polizia di Stato tese a ricostruire l’eventuale rete di contatti italiani di Anis Amri, l’attentatore di Berlino ucciso in uno scontro a fuoco con due agenti nella notte del 23 dicembre davanti alla stazione di Sesto San Giovanni. Sono state eseguite alcune perquisizioni domiciliari in provincia di Latina, ad Aprilia: nel mirino degli investigatori gli appartamenti di persone che il tunisino ha conosciuto durante i quattro anni di detenzione e che potrebbe aver visto o sentito anche dopo, magari ottenendone ospitalità.

Preoccupato Riccardo De Corato, capogruppo di Fdi An in Regione Lombardia: “I particolari che emergono giorno dopo giorno dalle indagini su Amri, il killer islamico di Berlino, sono preoccupanti. Fonti dei servizi segreti parlano di suoi legami con islamici nordafricani a Bergamo. E chi ci dice non potesse avere appoggi, conoscenze o reti di protezione anche tra Milano, Sesto e Cinisello Balsamo? In uno dei tanti luoghi di culto senza controllo della nostra regione?Si pone anche il problema dell’identificazione delle migliaia di profughi senza diritto all’asilo che ormai pullulano a Milano (sono almeno 1000, per ammissione dello stesso assessore Majorino) e in Lombardia, dove se l’80% dei profughi non hanno diritto all’asilo, e ci sono decine di migliaia di persone ospitate, i calcoli sono presto fatti”.

De Corato aggiunge: “Per noi il tema delle moschee è molto chiaro ed è lo stesso da mesi: nessuna moschea senza una chiara legge nazionale che sia garanzia di sicurezza.Dobbiamo cominciare subito, non è più il tempo delle parole. Creiamo un gruppo di costituzionalisti che proceda nella stretta sulla legge sulle moschee. La stretta sulla legge sui luoghi di culto deve essere inattaccabile, per impedire che altri terroristi arrivino a Milano o in Lombardia”.

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