Lun. 22 Apr. 2024
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Privatizzazione Centri Disabili, a confronto le opinioni di Pd e Sesto nel Cuore

[textmarker color=”E63631″]SESTO SAN GIOVANNI[/textmarker] – La delibera di esternalizzazione dei Centri Diurni per Disabili di via Boccaccio si dimostra sempre di più un caso più politico che di qualità dei servizi. La “privatizzazione” voluta dall’amministrazione comunale non produrrà risparmi, né metterà in pericolo il futuro dei dipendenti. Il Comune, dopo un anno di duro confronto con i sindacati, ha dovuto cedere e fare un passo indietro, accettando di non esternalizzare i circa 50 dipendenti che continueranno a essere stipendiati dal Comune. Il servizio, sarà però affidato ad un operatore esterno, si è parlato più volte della Pelucca, che lo gestirà versando un canone praticamente equivalente al valore degli stipendi.

Tuttavia la politica si confronta. Per il centrosinistra di Sesto San Giovanni questa delibera rappresenta il primo tentativo di privatizzazione. Un passo non facile perché sfida ideologie ed equilibri sindacali decennali.

Il Pd ha diffuso un comunicato nel quale sottolinea: “Con la votazione del Consiglio Comunale, ieri abbiamo garantito nuove prospettive per i due Centri Diurni Disabili che, passando ad una gestione affidata a terzi, potranno garantire la copertura per tutti i 60 posti. Attraverso questo passaggio poi verrà garantita anche l’apertura di un Centro Socio Educativo: un nuovo servizio che potrà accogliere anche altre persone bisognose. A tutto ciò si aggiunge il fatto che tutti i lavoratori del CDD rimarranno dipendenti pubblici. L’amministrazione Pubblica continuerà ad avere un importante ruolo di controllo sulla qualità del lavoro fatto da parte della struttura cui verranno affidati i Servizi per la fragilità. In un momento molto complesso per il nostro Paese, riusciamo quindi a garantire la qualità del servizio, la copertura di tutti i posti disponibili nei centri diurni disabili e i lavoratori nelle loro tutele e nella loro professionalità”.

Gli risponde Sesto nel Cuore con una nota ufficiale: “L’operazione si è rivelata negativa guardando anzitutto ai dipendenti, maltrattati moralmente, dei quali si è detto che rimangono a carico del Comune ma dopo un tira e molla estenuante per le loro famiglie e i cittadini sofferenti e fragili; e dall’altro lato si crea un meccanismo che innesca una schizofrenia fra progetto, (il servizio) e il personale che si ritrova pagato da chi non risponde più del reale svolgimento del servizio.  Una giunta quindi davvero geniale se è in grado di scontentare tutti i protagonisti della vicenda, eccetto se stessa con un capolavoro di dilettantismo amministrativo  e di confusione che ha generato sconforto tra i destinatari di questo servizio e le loro famiglie che sono rimaste intrappolate da scelte –anzi  non scelte di questa giunta”.

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