Mar. 25 Giu. 2024
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La “guerra dell’acqua” di Sesto San Giovanni e le mamme Geas

[textmarker color=”E63631″]SESTO SAN GIOVANNI[/textmarker] – In queste settimane il caso delle piscine chiuse a Sesto ha scatenato polemiche e accuse contrapposte. Sono entrati in gioco, naturalmente il Geas, ma anche l’amministrazione comunale e i partiti politici di opposizione. Soprattutto hanno espresso alloro rabbia tanti cittadini, vittime di un disagio che non  hanno cercato e che stanno subendo a causa di scelte politiche sbagliate che si trasportano da anni.

Ora è tempo di sentire anche la voce di alcune persone che si firmano come un gruppo di ‘mamme del Geas Nuoto’. Sestesi che hanno scelto di iscrivere il loro figli al Geas per fare sport. La loro è un’accusa verso l’amministrazione comunale e allo steso tempo un atto di difesa del Geas Nuoto. Lo pubblichiamo integralmente, riservandoci però di fare alcune considerazioni in fondo alla loro lettera aperta.

“La guerra dell’acqua “combattuta dai grandi” lascerà all’asciutto solo i nostri bambini !!!

Così come è accaduto per la piscina estiva scoperta di via nino bixio, dove a farne le spese sono tutti i minori, che non riusciranno a prendere bus o metropolitane, per trovare piscine scoperte e refrigerio nella calura di questa estate in anticipo (il caldo record avrebbe sicuramente portato a battere i record di presenze e quindi avrebbe sicuramente fatto incassare i soldi che adesso mancano all’appello sulla gestione delle piscine). Adesso si prospettano bandi di gara per trovare fantomatici gestori che dovranno prendere la metà dei contributi magari con il raddoppio delle ore convenzionate.

NON è così che si gestisce al meglio la proprietà pubblica !!!

E’ vero stiamo parlando di piscine e spazi acqua in un momento economico che vede l’aumento della disoccupazione e problemi seri per l’immigrazione clandestina e la sicurezza, ma dobbiamo anche pretendere come Cittadini di preservare gli investimenti fatti sul benessere nostro e dei nostri figli.

In termini di “investimento”: 1 euro investito nello sport produce un risparmio ospedaliero di almeno 5 euro. Cosa ne deduciamo? Che un investimento minimo nella promozione dello sport come “stile di vita” ha un beneficio su tutta la collettività anche nei confronti di coloro che non lo praticano in quanto il risparmio prodotto ricade sull’intera spesa sanitaria soprattutto nel medio e lungo periodo e non solo sui giovani, ma in ogni fascia di età.

Cercare di far uscire dal cilindro un BENEFATTORE in grado di mettere a norma gli impianti natatori della Città con ritorni degli investimenti in 2/3/5 anni è pura illusione e soprattutto denota ASSOLUTA mancanza di conoscenza delle semplici regole di investimento.

Una gara siffatta porterebbe alla CHIUSURA CERTA dei due impianti, e a rivivere storie già vissute a Brugherio.

Basterebbe leggere i giornali locali nel raggio di SOLI 10 km intorno a Sesto San Giovanni, senza andare tanto lontano, per vedere che sia l’impianto di Bresso sia quello di Cinisello hanno avuto concessioni VENTENNALI !!! Concessione Ventennale anche per la Piscina di Brugherio che è rimasta chiusa per ben tre anni prima della sua prossima ri-apertura prevista per il 18 luglio 2015

Mentre in impianti con concessioni al di sotto dei 5 anni vinti con investimenti promessi di migliaia di euro abbiamo sotto gli occhi cosa sta succedendo a Monza e ribadiamo NON siamo andati oltre 10 km da Sesto !.

Non avere avuto il coraggio di affidare direttamente alla Federazione Nuoto, concordando investimenti e tempi di rientro degli stessi, ma trattando l’affidamento per pochi anni se non per pochi mesi, per allungare il brodo e scientificamente portare gli impianti nella situazione in cui si trovano ora, NON è stata una scelta dell’attuale gestore FIN/GEAS, ma una strategia ottusa dei dirigenti Comunali.

Siamo genitori, zii e nonni di piccoli atleti che hanno scelto di fare del nuoto la loro volontà di crescita noi genitori poi abbiamo scelto GEAS perché portatore di VALORI che realtà sportive vicine NON hanno in termini di qualità degli istruttori e soprattutto in volontà di tenere insieme sia il campione sia chi arriva per ultimo.

GEAS a differenza della maggioranza delle società del nuoto in ITALIA ha voluto abbracciare la valenza sociale dello sport dimostrando con i fatti dei suoi 60 anni di storia sportiva che ha fatto convivere atleti divenuti noti a livello internazionale accanto ad atleti meno noti ( e potremmo mettere i cognomi dei nostri figli per pagine e pagine a fronte dei pochissimi noti che dagli anni 60 ad oggi abbiamo avuto come Cittadini sestesi, l’onore di leggere nelle cronache sportive Europee e Mondiali).

Oltre alle attività federali GEAS promuove anche attività con gli enti di promozione sportiva dando possibilità a TUTTI di poter prendersi la propria soddisfazione, magari anche a livelli Italiani, quest’anno il GEAS si è classificato al terzo posto come società ai campionati nazionali UISP ! Campionati a cui non partecipano le società federali che di solito partecipano alle gare per le gestione degli impianti !

Non vogliamo trovare scorciatoie alle regole, vogliamo soprattutto REGOLE ETICHE e coraggio nell’amministrazione per trovarle, la Legge Regionale 27/2006 sancisce che: “Gli enti pubblici territoriali, che non intendano gestire direttamente i propri impianti sportivi, ne affidano in via preferenziale la gestione a società e associazioni sportive dilettantistiche, enti di promozione sportiva, discipline sportive associate e federazioni sportive nazionali, anche in forma associata” ed inoltre:

-gli enti locali possono procedere all’affidamento diretto dell’incarico di gestione di impianti sportivi senza rilevanza economica ad associazioni, fondazioni, aziende speciali, anche consortili, e società a capitale interamente pubblico, da loro costituite;

-per gli impianti sportivi senza rilevanza economica, le cui caratteristiche e dimensioni consentono lo svolgimento di attività esclusivamente amatoriali e ricreative e richiedono una gestione facile e con costi esigui, è ammesso l’affidamento diretto dell’incarico di gestione agli utilizzatori degli impianti stessi.

Quindi abbiamo due strade da percorrere per evitare la roulette della gara, sedersi intorno ad un tavolo per concordare che cosa fare per mettere a norma gli impianti e quanto tempo ci vuole per rientrare dagli investimenti, con “società e associazioni sportive dilettantistiche, enti di promozione sportiva, discipline sportive associate e federazioni sportive nazionali, anche in forma associata” magari locali.

Oppure affidare alla propria società pubblica (magari il CORE) come ha fatto Seregno, la gestione degli impianti garantendo a chi già usufruisce degli spazi il mantenimento dello “status quo” a tariffe convenzionate.

Perché svendere quando si è certi di poter gestire bene ? Oppure si è certi che non si può gestire e quindi è meglio chiudere. In questo modo si risparmiano dei bei soldini e quei mille/duemila poveretti che hanno i soldi per potersi permettere di andare in piscina troveranno altri soldi per farsi portare in qualche altra piscina vicina Cinisello, Bresso, Monza, Cologno Monzese, così in via Saint Denis si potrà lottizzare (un posto ambito dai costruttori) e in Via Marzabotto si potrà continuare a costruire degrado.

Nel frattempo 60 anni di storia dello sport possono tranquillamente fermarsi così come i sogni dei nostri bambini che volevano diventare grandi con i colori sociali ed il nome del GEAS Sesto San Giovanni, che porteranno per sempre nei loro cuori così come noi genitori, nonni, zii e zie avevamo fatto quando piccoli come loro avevamo nuotato nelle piscine di Sesto e con il GEAS nelle piscine di mezzo mondo.

 CONSIDERAZIONI DELLA REDAZIONE

Le mamme Geas, esprimono una giusta indignazione per quanto è accaduto con le piscine di Sesto San Giovanni. Lasciare al degrado un patrimonio pubblico fondamentale, importante non soltanto dal punto di vista strutturale ma soprattutto sociale, è un vero delitto per una città come Sesto San Giovanni.

Raccogliamo e in parte facciamo nostra anche la preoccupazione per il recente appalto lanciato dal Comune di Sesto per la gestione delle piscine coperte De Gregorio e Marzabotto nei prossimi tre anni. Una gara d’appalto lanciata all’ultimo secondo e che si pone un obiettivo temporale così breve, non offre grandi garanzie di investimento e di buona gestione. Tuttavia non possiamo seguire le madri Geas quando si ergono a difesa del Geas. A nostro avviso Geas Nuoto oggi non è più un ‘partner affidabile’ per l’amministrazione comunale. Il suo enorme indebitamento dimostra una capacità gestionale nulla e anche un certo grado di incoscienza, visto che si sta parlando di un servizio rivolto soprattutto ai giovani e che investe in modo importante la sfera della salute. Non lo è oggi, ma ciò non vuole dire che non potrà tornare ad esserlo in futuro. Non è però compito del Comune prendersi carico dei problemi di Geas, facendo pagare ai cittadini il peso di questa incapacità.

Peggio ancora è stata la scelta perpetrata per anni di evitare gare d’appalto e programmi di project financing che avrebbero permesso l’adeguamento e il rilancio delle piscine di Sesto. Se ciò fosse stato fatto negli ultimi 10 anni, quando le giunte in modo miope lo hanno impedito, oggi forse ci troveremmo ad avere piscine moderne e funzionanti. Magari anche un progetto innovativo in grado di attrarre nuotatori da tutto il Nordmilano. Si è preferito procedere ad appalti diretti per la gestione degli impianti con l’espediente di affidare a Federazione Italiana Nuoto affinché “subappaltasse a Geas”. Una scelta che ha premiato Geas (forse anche in virtù dell’affinità politica tra Pd e società sportiva), ma che ha finito per danneggiare la città.

Le mamme chiedono di sedersi attorno a un tavolo e concordare con le associazioni locali un piano di investimenti. Realtà come la vicina Bresso dimostrano che è miope non guardare all’esterno e coinvolgere anche forze più solide e specializzate nella gestione degli impianti. Salvo restando che Geas può continuare a fare ciò che sa fare bene: attività sportiva. Ma sia chiaro una volta per tutte: un conto è gestire le strutture sportive, un altro conto e fare attività ludico sportiva e agonistica. Non è detto che le due cose debbano per forza coincidere.

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