Mer. 26 Gen. 2022
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Volontariato, fatelo senza polemiche

[textmarker color=”E63631″]CINISELLO BALSAMO[/textmarker] – Amministrazione comunale e decanato hanno lanciato solo tre giorni fa la Settimana della Solidarietà. Sette giorni da dedicare agli altri, sette giorni per rimboccarsi le maniche e dare il proprio contributo, volontario, perché la comunità migliori. Invece la settimana cinisellese solidale si sta trasformando in una settimana di polemiche: risse verbali ingiustificate sui social (con pesanti insulti personali all’assessore Gianfranca Duca) scaturite dal comunicato stampa divulgato dal Comune.

La notizia, secca, è la seguente: l’amministrazione comunale di Cinisello, su invito della Prefettura, ha proposto ad alcune associazioni di volontariato di coinvolgere i profughi nelle attività.
Un modo per cercare di integrare queste persone che per lo più, durante il giorno, non hanno nulla da fare.

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Ora, si può ben capire che ogni appiglio è buono per scatenare polemiche politiche di qualsiasi colore e qualsiasi corrente, ma il polverone alzato dalla Lega Nord pare fuori luogo. Solo per il fatto che parte da un assunto sbagliato, cioè quello di aver confuso le carte. I profughi ricevono un contributo statale, e questa non è colpa dell’amministrazione di Cinisello, se di colpa si vuole parlare. In secondo luogo, le attività di volontariato in cui saranno coinvolti i ragazzi arrivati a Cinisello su richiesta della Prefettura non saranno in alcun modo retribuite: volontariato puro, bello e buono. A zero, a gratis.

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Leggo sui social molti commenti indignati. Che in sostanza si basano sul ritornello: “Chi sono loro? Perché non si pensa prima agli italiani?”. Pensiero politico più o meno rispettabile, più o meno condiviso o condivisibile. Ma non è questo il luogo per stabilirlo. E’ questo invece il luogo per ricordare a tutti, italiani e cinisellesi in primis, che in una comunità come la nostra, con uno stato sociale abbastanza evoluto e con un senso civico di cui ci vantiamo, non ci sarebbe bisogno di un invito dell’amministrazione per rimboccarsi le maniche e fare volontariato attivo. Che l’amministrazione inviti i profughi e coinvolga le associazioni è del tutto legittimo nell’ottica di dare un senso alle giornate di questi esseri umani che sono presenti sul territorio. Ma che i cinisellesi si lamentino perché questi “clandestini” tolgono il posto a loro anche nelle associazioni di volontariato questo è quasi intollerabile: le associazioni cittadine non hanno di certo la coda fuori dalla porta e anzi sarebbero ben liete se oggi stesso arrivassero decine e decine di telefonate di aspiranti volontari pronti a dare il proprio prezioso contributo.

Che poi l’Italia sia in crisi, che manchi il lavoro, che ci siano difficoltà per le famiglie, questo è sotto gli occhi di tutti. Ma questa è un’altra storia di sofferenza quotidiana che nulla a che vedere con la libertà di mettersi al servizio degli altri.

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