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Nuova accusa legata alla prostituzione pesa sull’ispettore di Cinisello

[textmarker color=”E63631″]CINISELLO BALSAMO[/textmarker] – Un’accusa pesante, ma che nulla c’entra con quella che ha dato il via alle indagini. L’ispettore capo del commissariato di Cinisello, accusato di corruzione per aver ricevuto soldi e regali in cambio di permessi di soggiorno facili, sarebbe accusato anche di sfruttamento della prostituzione. Lo riporta il quotidiano il Giorno. L’uomo, 48 anni, a capo dell’ufficio immigrazione della polizia cinisellese, avrebbe secondo l’accusa costretto a prostituirsi la sua compagna, una donna di origine straniera. L’accusa risulterebbe dalle indagini della pm della Procura di Monza Giulia Rizzo. L’uomo si trova attualmente in carcere, ma ha chiesto la scarcerazione facendo ricorso al Tribunale del Riesame di Milano.

Insieme all’ispettore capo, nella bufera dei permessi di soggiorno, erano finiti nei guai l’assistente capo, ora agli arresti domiciliari, e un terzo poliziotto, soltanto denunciato. In carcere anche l’egiziano di 42 anni proprietario di due macellerie tra Sesto e Cinisello, che sarebbe stato, sempre secondo l’accusa, l’intermediario tra gli immigrati in cerca di un permesso veloce e i poliziotti. Proprio il macellaio avrebbe fatto da collettore dei 500 euro e dei regali, per lo più orologi, cellulari o penne, necessari per ottenere il “favore” nell’ambito di questo vero e proprio sistema messo in piedi e ormai diventato molto conosciuto nell’ambiente degli immigrati. Le pratiche “aggiustate” al commissariato di Cinisello , secondo le prime indagini, sarebbero una decina, ma altre duecento sono in fase di verifica.

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