Lun. 04 Mar. 2024
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Piscine per sole donne, la polemica divide la sinistra sestese

[textmarker color=”E63631″]SESTO SAN GIOVANNI[/textmarker] – Non si placa il polverone scatenatosi dopo la notizia delle piscine per sole donne a Sesto San Giovanni. In campo politico, dopo aver suscitato il disappunto del centrodestra, sia locale che regionale, la polemica si è insinuata anche tra le fila del centrosinistra sestese.

Se il sindaco Monica Chittò ha dichiarato a Nordmilano24 come la questione sia marginale rispetto ad altre problematiche e ha osservato l’impegno del Centro Islamico Sestese in battaglie ben più impegnative, come la condanna alle azioni dell’Isis e all’integralismo islamico, altri esponenti del Partito Democratico hanno bocciato l’iniziativa.

Loredana Pastorino, consigliere comunale ma anche dirigente della Polisportiva Geas ha dichiarato dal suo profilo Facebook di “non condividere la scelta del Geas Nuoto di organizzare un corso per sole donne, musulmane e non, vietando l’accesso in piscina a istruttori uomini: sono contro ogni forma di discriminazione”, aggiungendo poi come la società, che quest’anno festeggia i suoi 60 anni di attività, abbia sempre fatto “scelte coraggiose, unendo passione sportiva e impegno sociale, ponendo grande attenzione all’emancipazione sportiva al femminile”.

Di questo passo accetteremo la sharia: l’integrazione è un’altra cosa – Luigi Vimercati

Ben più duro è il commento di Luigi Vimercati, ex senatore ed ex assessore sestese. “Il corso di nuoto per sole donne è una vergogna per il Geas che l’organizza e una vergogna per il comune che mette a disposizione un impianto comunale. Di questo passo accetteremo la sharia: l’integrazione è un’altra cosa”.

Tra i pro e i contro abbiamo pensato prevalesse il vantaggio sociale – Giorgio Oldrini

Sceglie invece la via della diplomazia l’ex sindaco Giorgio Oldrini, ora presidente Geas, intervistato dal quotidiano Il Giorno. “Tra i pro e i contro al Geas è sembrato prevalesse il vantaggio sociale di dare un’opportunità alle donne arabe. Questa iniziativa può essere un contributo, abbiamo valutato che questa opportunità fosse prevalente sul resto. Perché le donne avranno la possibilità di uscire, socializzare, incontrare nuove persone e fare uno sport che normalmente non possono praticare”.

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