Dom. 03 Lug. 2022
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Fabrizia e Loris, una storia d’amore nata in ambulanza

[textmarker color=”E63631″]SESTO SAN GIOVANNI[/textmarker] – Altro che cavallo bianco o auto di lusso. Ad attendere gli sposi novelli all’uscita dalla chiesa c’era una barella. Una barella d’epoca, naturalmente, ornata per l’occasione. Ma per Loris e Fabrizia, sestesi che si sono scambiati la Promessa sabato scorso, non poteva esserci sorpresa più romantica.

AJA_4011_1La loro storia d’amore nasce quattro anni fa. Quando Fabrizia si iscrive al corso per diventare volontaria in Sos, associazione per cui Loris lavora come dipendente. Non passa nemmeno un anno: i due giovani, divenuti compagni nelle corse in ambulanza, si soccorrono anche nella vita. Inizia così una fiaba che intreccia passione e dedizione, ore e ore passate nella sede di via Carlo Marx e a sirene spiegate per le strade del Nordmilano.

“La Sos ha un valore grandissimo per noi – dice Loris – oltre a farci conoscere ha reso stupendo questo giorno”. “L’associazione è parte di noi – continua la sua sposa, che nel frattempo della Sos è diventata vice presidente – è parte della nostra quotidianità e della nostra famiglia”.

[blockquote style=”1″]Ti ringrazio Signore perché mi hai affiancato ad un gruppo di persone che come me credono nella solidarietà umana (Preghiera del volontario Sos)[/blockquote]

Foto di gruppo dell'associazione
Foto di gruppo dell’associazione

E come una grande famiglia, tutti gli amici volontari e dipendenti erano lì per il grande giorno. Tra le panche della chiesa, puntellate di scintillanti divise arancioni. Ma anche sull’altare, dove le compagne hanno letto le Sacre Scritture, e il comandante Adamoli ha recitato la preghiera del volontario Sos: “Veglia Signore sulle nostre squadre, di giorno, di notte e sostienici nei momenti più difficili…”

[blockquote style=”1″]La solidarietà è sapere che spesso puoi fare la differenza (Fabrizia)[/blockquote]

Ma è alla fine che la famiglia-Sos ha fatto trovare la sorpresa: quando i due sposi sono usciti dalla basilica di Santo Stefano, oltre la soglia del riso lanciato, hanno trovato ad attenderli due ambulanze e quella “barella nuziale” che ha reso il momento ancora più memorabile.

Si tratta di una barella dei primi del Novecento, usata nelle Falck per gli operai. Addobbata per l’occasione, i volontari avevano montato anche una speciale sirena che ha suonato durante il giro della piazza, nell'”emergenza” più bella, del principe che corre via con la sua principessa. Una principessa “capo servizio”.

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