[textmarker color=”E63631″]CINISELLO BALSAMO[/textmarker] – Di giorno si aggira con il suo carrellino in un centro commerciale, per racimolare qualcosa per un pasto e avere un po’ di compagnia. Alla sera si rifugia ai giardinetti, al riparo di una casetta in legno per bambini.
La storia di Carlo Alberto, disabile cinisellese di 27 anni, è stata raccontata nei giorni scorsi dal quotidiano il Giorno. Finito in mezzo alla strada dopo la morte della madre e lo sfratto che ne è seguito, è abbandonato a se stesso da circa tre mesi.
Dopo aver aver subito una aggressione da parte di tre balordi che lo hanno riempito di botte per rubargli i pochi spiccioli mendicati con timidezza, la notte si rifugia in un parco pubblico. Mentre le giornate le passa in giro, spesso camminando lungo i negozi del centro commerciale: zainetto blu in spalla e come inseparabile compagno di viaggio un carrellino con due borsoni e un ombrello infilato in orizzontale.

Non si separa mai dal suo bagaglio, dentro ci sono i documenti, le cartelle cliniche e il referto del Cps dove è in cura per un deficit psichico che gli comporta una invalidità del 60 per cento. Nonostante le sue difficoltà, nessun aiuto è arrivato. I servizi sociali dicono che non è competenza loro. Così Carlo Alberto è costretto a barcamenarsi, in questi giorni senza poter nemmeno contare sulle associazioni di volontariato, chiuse per ferie.
“Non ce la faccio più, non si può continuare così” dice con un filo di voce, lo sguardo basso. “E poi, mi manca la mia mamma – aggiunge, mostrando una sua foto sul cellulare – l’ho messa sullo schermo, così ogni tanto posso guardarla, quando mi sento solo”.






