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I cantieri della rinascita: gli Alpini di Cinisello Balsamo a Gemona per il 50° del terremoto del Friuli

Nel fine settimana del 20 e 21 giugno, il Gruppo Alpini di Cinisello Balsamo ha preso parte alle solenni celebrazioni organizzate dall’ANA a Gemona del Friuli. Un anniversario solenne, a cinquant’anni dal sisma del 6 maggio 1976, fortemente voluto per ricordare la straordinaria epopea dei cantieri di lavoro: quegli avamposti di solidarietà e organizzazione che permisero la totale ricostruzione del Friuli e che posero le basi per la nascita della moderna Protezione Civile nazionale.
La presenza del Gruppo cittadino ha radici profonde in quella storia. Nell’estate del ’76, l’Associazione Nazionale Alpini seppe mobilitarsi con un’efficienza senza precedenti, allestendo ben undici campi di lavoro. Tra questi, il Cantiere n° 6 di Maiano divenne la base operativa per le sezioni di Milano, Monza, Lecco, Como e Valtellina, e nell’ultimo periodo di agosto fu diretto proprio dal cinisellese Luciano Gandini. In quel cantiere, e in quello distaccato  di Cornino, si rimboccò le maniche una squadra affiatata di alpini e amici di Cinisello Balsamo composta da diverse generazioni, tra cui Giuliano Perini, Angelo Greppi, Ivo Mantello, Gino Bellinaso, Mario Villa e Paolo Radice. Accanto a loro, prima ancora di vestire la divisa, c’era anche l’attuale Capogruppo di Cinisello Balsamo, Stefano Gandini, allora non ancora diciannovenne e a un passo dal servizio militare negli Alpini.

Gli Alpini di Cinisello Balsamo ancora in Friuli

A mezzo secolo da quei giorni drammatici, Stefano Gandini è tornato di persona in Friuli per onorare il dovere della memoria e il sacrificio dei vecchi soci. Il momento  più toccante del raduno è stato la sfilata della domenica mattina, alla quale ha preso parte anche il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Gli Alpini di Cinisello hanno sfilato con orgoglio con il Vessillo di Milano proprio dietro al cartello del Cantiere n° 6 di Maiano, l’epicentro del loro lavoro di cinquant’anni fa.
Quella straordinaria ed efficiente epopea della ricostruzione, gestita con trasparenza dall’ANA, segnò una svolta storica per l’Associazione, trasformandola in un pilastro della solidarietà concreta e ponendo, insieme all’allora commissario straordinario onorevole Zamberletti, le basi della moderna Protezione Civile nazionale.

Una trasferta intensa, conclusasi con un passaggio carico di ricordi anche a Maiano

A distanza di cinquant’anni, la trasferta a Gemona e Maiano ha dimostrato che lo spirito del motto coniato allora dal Presidente Nazionale Franco Bertagnolli, “Onoriamo i nostri morti aiutando i vivi”, resta più vivo che mai nel cuore degli Alpini di Cinisello Balsamo.

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