Mar. 26 Ott. 2021
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La politica che non ha imparato a chiedere scusa

“Scusate, abbiamo sbagliato gli uomini e le scelte. Cercheremo di riparare”.
Forse, basterebbero queste semplici parole, pronunciate in modo chiaro e comprensibile per tutti i cittadini, per rendere i politici un po’ meno lontani dalla gente, un po’ meno ‘chiacchierati’ e odiati dalla gente.
Il caso delle farmacie sestesi, esploso nei mesi scorsi e culminato l’altra sera con la votazione di un bilancio in rosso e di uno stanziamento straordinario da un milione di euro dal Comune all’azienda pubblica, è emblematico in questo senso.
L’azienda di proprietà del Comune è gestita da sempre dall’amministrazione comunale attraverso uomini di nomina politica. In perfetta linea con il malcostume politico , alla direzione di quell’azienda si sono alternati personaggi dei partiti del centrosinistra che governa la città, tenendo conto più della forza delle correnti politiche che rappresentano che della loro specifica capacità gestionale.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti. L’azienda è in rosso. Ha accumulato debiti per 2 milioni di euro nel 2012. Ne ha accumulati altri (non si sa ancora quanti) nel 2013. Negli anni che vanno dal 2008 a l 202 ha bruciato tutte le sue riserve (circa 3 milioni di euro).
Praticamente ha bruciato soldi dei cittadini in un’attività che normalmente non è mai in perdita. (Conoscente un farmacista privato che è fallito?).
Il disastro è sotto gli occhi di tutti. Tuttavia in questa storia esiste un’aggravante. Quelle personalità politiche che sono state nominate dai nostri amministratori, avrebbero fatto di tutto per nasconderlo. Lo dimostrano le verifiche fatte in questi mesi che, come ammette lo stesso commissario dell’azienda, mostrano bilanci irregolari. In qualche modo “aggiustati” per far quadrare i conti che, prima dell’esplosione del disastro mostravano un debito di soli 140mila euro.
La politica ha sbagliato, non c’è dubbio.
L’altra sera, i partiti che hanno votato il bilancio 2012 senza fiatare, cercano ancora una volta di nascondere questo errore. E’ facile per loro alzare la manina e prendere un milione di euro del bilancio, frutto delle tasse pagate dai cittadini e girarlo all’azienda farmacie comunali per coprire parte del rosso.
Nessuno ha battuto i pugni contro quei compagni di partito che hanno provocato quel debito. Anzi, quando dall’opposizione è stato chiesto di perseguire penalmente chi ha provocato questi danni, ci si è rifiutati per evitare alte situazioni imbarazzanti.
Questa è una politica che non ha imparato nulla dal Sistema Sesto. Non ha imparato nulla dalla crisi che sta costringendo tanti cittadini a compiere sacrifici inauditi. Quei 5 o 6 milioni di euro che la cattiva gestione delle Farmacie Comunali ha bruciato in questi anni, avrebbe potuto alleggerire le tasse locali. Avrebbe potuto ridurre la tassa rifiuti o il costo di alcuni servizi.

Da cittadini, non possiamo che condividere le parole utilizzate da diversi gruppi dell’opposizione:

Dal Movimento Cinque Stelle che ha sottlineato: “L’unico vero risultato dell’approvazione del Bilancio 2012 delle Farmacie è il ripiano delle perdite prodotte dalle stesse, che si concretizza con € 1 milione di euro che i cittadini sestesi si vedranno sottrarre con la riduzione o cancellazione di altri servizi se non con un aumento delle imposte e tasse richieste dai nostri  Amministratori, gli stessi che già negli anni passati hanno sempre ripianato le perdite delle Farmacie per un totale ad oggi di 5 milioni di euro facendo passare in sordina le loro decisioni”.

Ai consiglieri della lista civica Sesto nel Cuore che hanno commentato così quanto è accaduto in consiglio comunale: “Avremmo potuto utilizzare questi soldi per migliorare la sicurezza dei nostri concittadini, per aiutare le imprese a creare posti di lavoro, a riqualificare il decoro della nostra città, nonché a migliorare i servizi, sempre più scadenti, ai nostri concittadini”.
Ciò che rammarica, è che chi ha creato questo danno non ha nemmeno il coraggio di chiedere scusa.

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