Non è laureato, quindi non può fare il difensore civico dei detenuti. Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso contro l’elezione di Carlo Lio come garante dei detenuti della Lombardia. Il ricorso è stato presentato dall’avvocato Giuseppe Fortunato, che si era candidato come difensore regionale nel 2017, secondo cui il titolo di studio posseduto da Lio, la licenza media, non sarebbe stato «adeguato all’attivita’ dell’organismo interessato».
Il Tar aveva però respinto il ricorso nel 2019; ma Fortunato ha presentato un ulteriore ricorso, stavolta al secondo grado di giudizio amministrativo, cioè al Consiglio di Stato, che ha ribaltato la sentenza del Tar e ha decretato che «l’elezione di Lio a difensore regionale della Lombardia va annullata» e va rifatta l’elezione del difensore regionale senza tenere conto della sua candidatura.
Secondo il Consiglio di Stato, erroneamente il Tar aveva valutato non necessaria una motivazione dell’elezione di Lio in ragione dei suoi precedenti incarichi politici, mentre secondo lo Statuto di Regione Lombardia occorrerebbero esperienze nei campi «del diritto, dell’economia e dell’organizzazione pubblica». Per il Consiglio di Stato, inoltre, le norme amministrative vietano di conferire incarichi di consulenza o dirigenziali a persone in pensione.




