HomeAttualitàCinisello Balsamo, caso Dentix: chiesto concordato preventivo. Ghilardi e Allevi scrivono a...

Cinisello Balsamo, caso Dentix: chiesto concordato preventivo. Ghilardi e Allevi scrivono a Fontana

[textmarker color=”E63631″] CINISELLO BALSAMO -[/textmarker] Si riaccendono i riflettori sulla vicenda di Dentix, la catena di cliniche odontoiatriche che non ha più riaperto i battenti dopo il periodo di lockdown. Ora, con una lettera congiunta, i primi cittadini di Cinisello Balsamo, Giacomo Ghilardi, e Monza, Dario Allevi, si rivolgono direttamente al presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, per comunicare tutta la loro apprensione rispetto alla travagliata vicenda che coinvolge numerosi cittadini delle città lombarde in cui hanno sede due delle cliniche italiane del gruppo Dentix.

La multinazionale, che sul territorio nazionale conta  57 studi dentistici, di cui quattro a Milano e due tra Cinisello e Monza, lo scorso 25 giugno ha fatto richiesta di concordato preventivo presso il tribunale di Milano. Attraverso questa procedura, la catena ha tempo 120 giorni – prorogabili di ulteriori 60 – per presentare un piano, portare un acquirente oppure, nella peggiore delle ipotesi, dichiarare il fallimento.

A seguito delle limitazioni legate all’emergenza sanitaria, tutti gli studi Dentix italiani hanno sospeso le attività e da allora sono rimasti chiusi, nonostante i dpcm successivi avessero dato il via libera alla riapertura. In questo modo i pazienti che erano in cura presso le strutture del gruppo non hanno potuto proseguire i trattamenti iniziati, spesso già pagati o con l’iter di finanziamento avviato. Per loro ora pesa la doppia incognita del problema sanitario, rimasto in sospeso, e di quello economico da risolvere, nella speranza di non perdere il denaro già versato per un servizio di cui non si è usufruito.

La lettera dei due sindaci ha quindi l’obiettivo di sensibilizzare la Regione sul caso Dentix affinché possa intervenire, nei limiti del possibile, a difesa della salute e per la tutela dei centinaia di lombardi coinvolti in questa vicenda dalle tinte fosche: “Per quanto consapevoli del fatto che si tratti di contenzioso tra privati e non sia materia di nostra competenza, non possiamo non schierarci dalla parte dei nostri cittadini che in più occasioni si sono rivolti a noi, vista l’impossibilità di mettersi in contatto con il centro odontoiatrico”, hanno dichiarato Ghilardi e Allevi, preoccupati per le ripercussioni non solo sanitarie legate alle prestazioni non concluse, ma anche per il lato economico della vicenda.

La multinazionale, lo scorso mese di giugno, aveva diramato una nota a firma di Angel Lorenzo Muriel, presidente e fondatore di Dentix, interrompendo il lungo silenzio. Nella nota Muriel aveva cercato di rassicurare i pazienti spiegando che l’azienda stava intraprendendo tutte le possibili soluzioni per poter garantire la riapertura in sicurezza e il proseguo delle cure avviate. “Se in questo momento ha un trattamento in corso, la informiamo che l’attenzione verso i pazienti non si modificherà, quando l’azienda avrà modo di aprire gli ambulatori continueremo i suoi trattamenti con la stessa qualità e lo stesso servizio che abbiamo sempre offerto”. Parole che ora hanno un sapore amaro, quello delle promesse al vento.

 

 

ARTICOLI CORRELATI