Sesto San Giovanni esce dalla partecipazione societaria nell’Agenzia Tpl, decisione assunta con una delibera approvata dalla Giunta settimana scorsa. Per l’assessore alla Mobilità Antonio Lamiranda si trattava solo di una duplicazione burocratica del Comune di Milano che la controlla interamente insieme a Città Metropolitana. La pianificazione delle linee locali avviene a livello di autorità di bacino e, quindi, sarebbe venuta meno la funzione originaria dell’Agenzia.
Per l’assessore negli ultimi otto anni l’Amministrazione ha versato oltre 10 milioni senza un ritorno significativo. Con i soldi che il prossimo anno saranno risparmiati l’amministrazione sestese intende finanziare interventi di miglioramento delle fermate delle linee di superficie o riconoscere voucher ai sestesi per compensare il maggior costo dell’abbonamento rispetto alla tratta urbana.
PD: “Una scelta politica e ideologica”
L’Agenzia ha però replicato alle critiche dell’assessore Lamiranda sostenendo come il contributo proveniente dall’amministrazione sestese non fosse destinato all’ente, ma al Comune di Milano e che, anzi, il livello di servizio garantito a Sesto sarebbe superiore alle risorse versate .
Dura la reazione del PD cittadino, che parla di una decisione “politica e ideologica” destinata a indebolire il ruolo della città nel sistema dei trasporti dell’area metropolitana. Secondo i democratici, uscire dall’Agenzia significa rinunciare a un luogo di pianificazione e coordinamento sovracomunale Il timore è quello di un progressivo isolamento del Comune di Sesto San Giovanni e di una minore capacità di incidere sulle scelte strategiche.




