Non solo massaggi o “grattini”. I dopopartite nelle giornate di “scarico” erano allietate da signorine, alcune giovanissime. I giocatori erano disposti a pagare migliaia di euro per un servizio tutto compreso: discoteca, albergo e compagnia femminile. In due note discoteche milanesi, oltre che in alcuni alberghi a cinque stelle, sarebbero stati consumati rapporti sessuali a pagamento. Sarebbero circa una settantina i clienti accertati del giro di prostituzione, coinvolti anche giocatori di alcune squadre di serie A.
La “regia”, una società con sede a Cinisello Balsamo, che apparentemente si presenta sui social come altre aziende del settore, ma è ritenuta lo schermo per mascherare una lucrosa attività di altro tipo: una immagine di giovani ragazze – ammiccanti – giganteggia all’interno di un locale. È qui la festa? Festa finita per le menti di questa organizzazione, che sfruttava la prostituzione.
Anche ragazze diciottenni
L’indagine, partita dalla denuncia di una ragazza uscita dal giro e sviluppata anche attraverso accertamenti sui conti della società e degli indagati, ha portato all’arresto di quattro persone disposto dalla gip Chiara Valori. Sono così finiti ai domiciliari due amministratori della società e altri due complici, accusati di fare parte di un “sodalizio criminale che ha promosso un’attività finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione, con conseguente autoriciclaggio”. Sono stati sequestrati oltre 1,2 milioni di euro.
Il servizio offerto ai calciatori era particolarmente accurato e costoso: la società avrebbe fornito ai clienti facoltosi un “servizio dopopartita” che comprendeva un pacchetto completo: cena, serata nei locali, albergo di lusso ed escort. Ad alcuni giocatori veniva fornito anche protossido di azoto, un gas incolore e inodore, conosciuto come gas esilarante per uno sballo notturno. La sostanza per gli atleti non presentava problematiche perché sfugge ai controlli antidoping. Secondo quanto trapelato da un servizio del TG1 per garantire il massimo della riservatezza evitando il rischio di essere riconosciuti in hotel, l’organizzazione metteva a disposizione stanze proprie a Cinisello Balsamo. Meno di una decina le donne che si prostituivano, italiane e straniere tra i 18 e i 30 anni.
Dopo l’affaire delle scommesse clandestine e il business criminale delle tifoserie organizzate a San Siro ecco una nuova inchiesta che scuote il mondo del calcio milanese.




