Gino Bartali sarà ricordato lunedì 5 maggio, a venticinque anni dalla sua scomparsa, con una serie di manifestazioni. Ad Assisi, alle ore 15.30 presso il Museo della Memoria, che si trova nel Santuario della Spogliazione, in piazza Vescovado 3, è in programma un incontro nel pomeriggio con la nipote Gioia Bartali. Poi, monsignor Domenico Sorrentino, vescovo delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, celebrerà la Santa Messa nella cappellina privata un tempo di proprietà del ciclista toscano, dedicata a Santa Teresina del Bambin Gesù di cui era la nota sua profonda devozione. La cappellina venne donata nel 2018 dalle nipoti Gioia e Stella Bartali al “Museo della Memoria, Assisi 1943-1944”, che l’ha inserita nel percorso espositivo.
Un incontro ad Assisi e l’inaugurazione di una nuova statua
A Ponte a Ema, vicino a Firenze – inoltre -, è in programma l’apertura straordinaria del museo a lui dedicato alle ore 9:00 con ingresso gratuito per tutti i visitatori. Alle 9:30 è prevista l’inaugurazione della statua “Bartali Ange du Galibier”, collocata proprio all’ingresso del museo, a simboleggiare l’anima eroica e generosa dell’indimenticato campione.
Alle 10:00 sarà celebrata una Messa in suffragio presso la parrocchia di San Piero a Ema, in via Chiantigiana 109, a pochi passi dal museo. Seguirà alle 11:00 un omaggio alla tomba della famiglia Bartali, per un saluto intimo e raccolto nel segno del ricordo.
Anche la Tv rende omaggio al grande campione. Su Rai Storia sarà raccontato nel programma “Italiani”, in onda lunedì 5 maggio alle 18.00. Inoltre alle 20.30 per “Il Teatro di Radio3” andrà in onda lo spettacolo “Bartali all’inferno” di Sergio Pierattini, con Alessandro Benvenuti, Camilla Diana, Micaela Esdra, Massimo Reale. Lo spettacolo racconta un episodio storico che vide Bartali protagonista durante gli ultimi giorni di luglio del 1944. Il campione, fermato da una pattuglia dei Servizi Speciali mentre si allena in bicicletta, viene condotto a Villa Triste. Il sospetto che grava su di lui è di far parte di un’organizzazione che si occupa di salvare dai rastrellamenti i cittadini ebrei, attraverso una rete che coinvolge anche il Cardinale Elia Dalla Costa.







