Da onere di smaltimento a nuove risorse per l’industria e l’agricoltura. Alla BioPiattaforma di Sesto San Giovanni, gestita da ZeroC – la società di Gruppo CAP specializzata in recupero della FORSU e dei fanghi di depurazione – si sviluppa la sperimentazione italiana di CIRCULAR BIOCARBON. Il sito è uno dei due impianti dimostrativi su scala reale del progetto europeo, insieme a quello di Saragozza, in Spagna. L’iniziativa punta a verificare la possibilità di applicare su scala industriale un trattamento congiunto e integrato della Frazione Organica dei Rifiuti Solidi Urbani (FORSU) e dei fanghi di depurazione.
Superando la tradizionale gestione separata di questi flussi, Gruppo CAP mette a disposizione gli impianti, i fanghi prodotti dal depuratore e la Frazione Organica dei Rifiuti Solidi Urbani (FORSU) pretrattata, integrando tecnologie innovative nei processi industriali esistenti. La sperimentazione si concentra sulla produzione di biomasse ricche di PHA destinate allo sviluppo di bioplastiche e sul recupero del fosforo contenuto nei flussi di processo, con potenziali applicazioni nella produzione di fertilizzanti e biostimolanti. Un approccio che mira a creare alternative bio-based per ridurre la dipendenza delle industrie dalle fonti di origine fossile.
“CIRCULAR BIOCARBON rappresenta un’opportunità concreta per portare la ricerca all’interno dei processi industriali e verificare sul campo nuove soluzioni per la valorizzazione delle risorse – spiega Michele Falcone, direttore generale di Gruppo CAP -. Il progetto ci permette di sperimentare tecnologie innovative per recuperare materia dai rifiuti organici e dai fanghi di depurazione, con l’obiettivo di trasformare ciò che oggi viene considerato uno scarto in nuove risorse per l’industria e l’agricoltura. È un approccio coerente con la strategia industriale di Gruppo CAP, che punta a integrare competenze e filiere diverse per sviluppare modelli di economia circolare sempre più efficienti e sostenibili. La sfida è dimostrare che queste soluzioni possano trovare applicazione su scala industriale, creando le condizioni per una loro replicabilità anche in altri contesti europei”.
La disponibilità di grandi quantità di rifiuti organici e fanghi di depurazione crea condizioni favorevoli allo sviluppo di modelli di bioraffineria urbana. Secondo i più recenti dati Eurostat, nel 2023 i rifiuti organici rappresentavano la principale frazione dei rifiuti municipali europei, pari al 28,8% della composizione complessiva dei rifiuti urbani, evidenziando il potenziale strategico di questi flussi per lo sviluppo di soluzioni di economia circolare e valorizzazione delle risorse.
È proprio sulla possibilità di adattare l’esperienza ai diversi contesti che si è incentrato il confronto nell’ambito del City Interest Group di CIRCULAR BIOCARBON in un evento congiunto con il progetto europeo SYMBA, focalizzato sulla simbiosi industriale. Due giornate di incontri che hanno permesso a rappresentanti di città, imprese, autorità ed esperti europei di osservare direttamente l’impianto in funzione e confrontarsi su come dimensionare, finanziare e adattare il modello della bioraffineria ai diversi contesti urbani europei.







