Domattina alle ore 11.30 inizia la grande avventura di Matteo Sioli, ventenne di Paderno Dugnano, sulla pedana degli Europei di Birmingham. Con lui, i compagni Falocchi, Stronati e soprattutto il veterano Tamberi, che fa da chioccia alla spedizione azzurra.
Sioli arriva a questo appuntamento continentale con lo status di vera e propria rivelazione dell’anno. La sua crescita tecnica e mentale ha impressionato tutti, culminando con lo straordinario salto a 2.30 metri stabilito a Firenze ai Campionati Nazionali, una misura che lo proietta di diritto nell’élite della disciplina e che certifica margini di miglioramento ancora ampi. Nonostante i riflettori della ribalta internazionale, il saltatore milanese conserva intatta una straordinaria normalità, legata a doppio filo alle sue radici.
Il ricordo di Livio Berruti

Le radici a Paderno Dugnano
Nato a Milano, Matteo vive da sempre a Paderno Dugnano in un condominio a gestione famigliare, un microcosmo affettivo che ha raccontato con affetto al Corriere della Sera, accennando alla quotidianità condivisa con la nonna e una prozia. Una dimensione domestica che lo tiene con i piedi ben piantati a terra, anche quando impara a volare sopra l’asticella.
La carriera da atleta professionista non è sempre stata nei suoi piani. Fino a poco tempo fa, il sogno nel cassetto di Matteo parlava la lingua dei sapori e dei fornelli: voleva fare il cuoco. Dopo aver frequentato l’istituto alberghiero, Sioli ha deciso di non abbandonare la sua passione per il cibo, e oggi divide il suo tempo tra gli allenamenti e lo studio universitario in Scienze della Ristorazione.
Un dualismo, quello tra sport e cucina, che si riflette anche nella sua preparazione tecnica, fatta di ingegno e capacità di adattamento. Matteo continua infatti ad allenarsi a Paderno Dugnano, in un impianto locale dalle dimensioni ridotte. Un campo un po’ piccolo, che per ragioni strutturali non gli permette di allungare la rincorsa e che lo costringe, per ora, a saltare con soli otto appoggi. Ma per il momento va bene così.
Chioggia “Gimbo”
Il rapporto con Gianmarco Tamberi, “Gimbo” è uno dei punti di forza di questa vigilia. Tra il campione olimpico e la giovane promessa è nato un feeling naturale, uno scambio di consigli continuo in cui l’esperienza del capitano si mette al servizio della freschezza del debuttante.
Angelo De Lorenzi





