Punizioni degradanti e cibo negato
Le indagini erano state avviate lo scorso mese di aprile a seguito di alcune segnalazioni. Attraverso l’uso di telecamere nascoste e intercettazioni ambientali, gli investigatori della Questura hanno documentato una lunga serie di episodi definiti “allarmanti”. All’interno del nido venivano applicati metodi educativi coercitivi e denigratori. I piccoli venivano sottoposti a punizioni degradanti, lasciati piangere per ore e privati delle minime cure di accudimento. Gravi inadeguatezze sono state riscontrate anche nella somministrazione dei pasti e delle bevande.
L’educatrice “fantasma” senza titoli
Il quadro investigativo si è ulteriormente aggravato con la scoperta di un filone parallelo legato ai requisiti professionali dello staff. Dagli accertamenti della Squadra Mobile è emerso che la ragazza di 24 anni esercitava la professione di educatrice senza aver mai conseguito i titoli di studio abilitativi richiesti dalla normativa vigente. La giovane lavorava abusivamente a contatto con i neonati dallo scorso gennaio. Per questo motivo, nei suoi confronti è scattata anche l’accusa di esercizio abusivo della professione. Una contestazione analoga muove verso la titolare di 42 anni, accusata di aver impiegato consapevolmente per oltre sette mesi personale privo dei requisiti di legge per la gestione dei minori.





